
di D.B.
Si apre uno spiraglio per i fornitori umbri della dolciaria Piselli che vantano, come ricordato alcuni giorni fa in un’audizione in seconda Commissione del Consiglio regionale da Alessandro Castagnino, vicedirettore di Confindustria Umbria, cinque milioni di euro di crediti. «La Regione – ha detto infatti oggi l’assessore allo Sviluppo economico Rossi nella sua audizione in Seconda commissione -, attraverso Gepafin, si impegnerà ad allargare gli interventi di garanzia previsti dal Fondo regionale anticrisi anche per i fornitori e quindi creditori di aziende in crisi irreversibile. Tutto ciò richiederà comunque approfondimenti relativi alle modalità tecniche di intervento».
No a operazioni ad hoc Rossi ha rimarcato poi che gli eventuali interventi di sostegno «dovranno comunque riguardare situazioni oggettive, senza innescare operazioni ad hoc». «Per attivare i finanziamenti bancari a lunga scadenza per i fornitori della Idp – ha fatto sapere il presidente di Gepafin Porrazzini, anch’egli presente in commissione – vanno impegnati 300 mila euro che non costituirebbero un problema perché nelle disponibilità attuali del fondo, ma è necessario adeguare le schede tecniche di intervento».
Gli interventi fatti Il fondo regionale anticrisi istituito dalla Regione Umbria nel 2009, consistente in 5 milioni di euro, è intervenuto, ad oggi, a sostegno di 930 aziende per 110 milioni di garanzie (il fondo lavora in genere con moltiplicatore 18). Gli interventi hanno riguardato per il 42 per cento «liquidità», mentre per il 58 per cento «consolidamento». Per quanto riguarda gli eventuali interventi su situazioni di crisi estreme fallimentari, il moltiplicatore risulterà chiaramente diverso da quello ordinario. Porrazzini ha evidenziato che, a differenza degli interventi di credito aggiuntivo alle imprese, che prevede un rimborso dai 18 a 24 mesi, per intervenire su situazioni di diversa natura come quella causata ai fornitori, da aziende, come nel caso della Idp, c’è bisogno di un periodo molto più lungo che va dai 36 ai 60 mesi.
Granocchia sollecita un tavolo di confronto Sul fronte occupazionale invece l’assessore al Lavoro della Provincia di Perugia Granocchia ha sollecitato la convocazione «urgente e immediata» di un tavolo di confronto sulla Piselli. Granocchia in una nota ha parlato di «notizie allarmanti giunte in questi ultimi giorni dalle rappresentanze delle lavoratrici e dei lavoratori della Piselli sullo stato della vertenza e sui rischi concreti di un’ulteriore fuga dalle responsabilità da parte della nuova proprietà».
Crisi nasce da vicissitudini finanziarie Granocchia ha quindi sostenuto che la «crisi aziendale non nasce da una crisi del prodotto sul mercato ma da una miscela di cause che risiedono nelle vicissitudini finanziarie della vecchia proprietà». Secondo l’assessore le istituzioni, dalla Regione ai Comuni più direttamente coinvolti dalla crisi aziendale, «debbono concorrere alle soluzioni e pretendere la massima chiarezza dalla proprietà e dal suo management in merito al piano industriale, alla garanzia della prosecuzione delle attività produttive nelle diverse filiere di mercato e alla garanzia necessaria a salvaguardare i posti di lavoro».
Provincia vicina ai lavoratori «La Provincia di Perugia – ha concluso Granocchia – si sente direttamente impegnata a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori della Piselli e delle loro rappresentanze sindacali per chiedere alla proprietà la riapertura sollecita di un confronto nella massima chiarezza e con lo scopo di difendere e rilanciare l’azienda e le sue attività».
