Rsu ex Pozzi (foto archivio Fabrizi)

di C.F.
Twitter @chilodice

Un tavolo congiunto, come richiesto dai lavoratori, per sciogliere il sensibile nodo degli ammortizzatori sociali e delle tre mensilità di stipendio arretrate. All’incontro che si terrà venerdì mattina in Comune parteciperanno il sindaco Fabrizio Cardarelli, il commissario della ex Pozzi Claudio Franceschini, funzionari Inps e rappresentanti sindacali con l’obiettivo dichiarato di ottenere risposte certe e concrete sull’attivazione della cassa integrazione, scaduta il 3 agosto per Isotta Fraschini, a fine mese sarà il turno di Ims, e individuare gli ostacoli che fin qui hanno impedito la cessione del credito vantato dai lavoratori da Inps a Bps, istituto di credito che si era reso disponibile a pagare le spettanze.

TUTTO SU CRISI EX POZZI

Summit con i commissari ex Pozzi La decisione di far accomodare tutte le parti intorno a un tavolo è arrivata nel pomeriggio di giovedì, a margine del confronto tra i commissari Franceschini e Simone Manfredi, lavoratori e rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Ugl. Durante il faccia a faccia gli esperti nominati dal tribunale di Spoleto su indicazione del ministero dello sviluppo economico (Mise) hanno spiegato che prima della fine del mese non sarà possibile far ripartire l’attività produttiva negli stabilimenti dell’alluminio di Isotta Fraschini, dove attualmente manca il metano. Più complessa, come noto, la ripresa in Ims dove peraltro il distacco è stato eseguito anche sulla fornitura di energia elettrica. In casa ghisa, per intendersi, al momento nessuno se la sente di sbilanciarsi.

Relazione al Mise entro il 30/8 I commissari hanno poi reso noto che entro il 30 agosto consegneranno al Mise la relazione sull’ammissibilità del polo metallurgico di Santo Chiodo alla procedura di amministrazione straordinaria. Un documento, questo, a cui Franceschini, Manfredi e Marco Sogaro lavorano fin dal giorno della nomina, mantenendo inevitabilmente il più stretto riserbo. Ai contenuti della relazione è, infatti, legato il futuro della ex Pozzi che se non disporrà delle condizioni previste dalla legge Prodi bis sarà destinata al fallimento. Inutile dire, che anche su questo fronte cruciale l’attenzione di tute blu, istituzioni e sindacati è particolarmente elevata.

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