di Chia. Fa.
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Slitta la firma della cassa integrazione straordinaria (cigs) e la proprietà si impegna a versare le spettanze. È trapelato solo dopo quattro ore abbondanti di trattativa e una giornata ad alta tensione, l’esito del confronto tra le le organizzazioni sindacali e i vertici del polo metallurgico di Santo Chiodo convocato, qualche giorno prima della fine dell’anno, per l’attivazione dell’ammortizzatore sociale sull’intero organico della Ims (ghisa), circa 200 lavoratori.
Lanci di uova e farina Per tutto il pomeriggio le tute blu hanno presidiato la sede di Confindustria tra fumogeni e petardi. Ma l’aria era elettrica ed è bastato un niente per far esplodere la rabbia dei lavoratori, che attendono di riscuotere ottobre, novembre, la tredicesima e a breve anche la mensilità di gennaio. Tant’è che all’arrivo in via Palermo, il direttore dello stabilimento, l’ingegnere Massimo Santoro, è stato accolto tra fischi e lanci di uova e farina.
Il video del pomeriggio di protesta
Slitta la cigs Poco dopo, al tavolo della trattativa, la proprietà ha sottoposto la richiesta di cigs formulata per il comparto della ghisa, incassando il diniego dei sindacati che hanno tentato di usare la firma all’ammortizzatore per conoscere le intenzioni del Casti group in vista della scadenza dei 120 giorni previsti per la formulazione della proposta di concordata, depositata al tribunale di Spoleto tra il 17 e il 19 settembre. Ma niente da fare, dalla proprietà sul futuro degli impianti ghisa, ma anche sugli accordi in via di definizione con un’industria francese interessata all’Isotta Fraschini (alluminio), nessuno ha proferito alcunché. «C’è il concordato, non possiamo rivelare nulla», avrebbero detto.
Le foto del pomeriggio di protesta
L’apertura sugli stipendi La trattativa, arrivata a punto morto, si è sbloccata quando il direttore dello stabilimento di Santo Chiodo ha lasciato intravedere qualche possibilità sul capitolo degli stipendi. Dopo un acceso confronto, stando a quanto risulta a Umbria24, i vertici aziendali si sarebbero impegnati a corrispondere entro le prossime cinque settimane tutte le spettanze arretrate. Si parla di un’operazione da circa un milione di euro. Contestualmente, nel riconteggio della cassa ordinaria, sono spuntati 13 giornate ancora a disposizione, ossigeno puro se si pensa alla delicatezza della fase.
I lavoratori incontrano il sindacoE per mercoledì è atteso il confronto tra i lavoratori e il sindaco Daniele Benedetti che dovrebbe essere affiancato da Maria Laura Sebastianelli, annunciata come un membro del Consiglio di amministrazione, e un rappresentante della Regione. Per il pomeriggio, invece, dovrebbe essere stata convocata l’assemblea dei lavoratori, fino a quel momento i sindacati non proferiranno parola, «prima parliamo con gli operai» sono tornati a ribadire.
Il concordato in scadenza L’orizzonte, comunque, resta sempre inchiodato al 17 gennaio quando la proprietà dovrà varcare il civico numero 11 di corso Mazzini per depositare gli ultimi tre bilanci, lo stato patrimoniale, economico e finanziario dell’azienda, la lista dei creditori e la relazione giurata di un consulente esterno che attesti le reali condizioni dell’industria spoletina. Non è noto, almeno al momento, se le parti prima di lasciare via Palermo abbiamo fissato un nuovo incontro.

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