di C.F.
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Nulla di fatto. Non è stato firmato l’accordo sindacale proposto dalla proprietà della ex-Pozzi a sindacati e rsu di Santo Chiodo che lunedì pomeriggio, al tavolo di Confindustria, si sono però impegnati ad avviare i confronti del caso al fine di individuare una soluzione sulla gestione del Tfr nell’ambito dell’affitto dei due rami di azienda, Ims (ghisa) e Isotta Fraschini (alluminio), alle due newco.
Ammortizzatori sociali Nel verbale redatto a fine incontro le parti sono convenute anche sulla necessità di compiere verifiche e approfondimenti in relazione all’attivazione di ammortizzatori sociali, nello specifico si è parlato di una cassa integrazione speciale per riorganizzazione che il ministero del Lavoro autorizza solo dopo un’attenta analisi del piano industriale, documento che i manager del polo metallurgico si sono impegnati a presentare.
Impegno delle parti Sullo sfondo l’impegno, siglato da lavoratori come dai rappresentanti del Casti group, di favorire la continuità produttiva dei due siti industriali anche al fine di agevolare il mantenimento dei livelli occupazioni e la regolarità nel pagamento delle retribuzioni.
Palla al tribunale Oltre, però, non si è andati nonostante tre ore abbondanti di tavolo dove, inevitabilmente, non sono mancate frizioni e tensioni. Le parti non hanno poi proceduto alla calendarizzazione di un nuovo incontro che, questo il punto, sarà convocato soltanto dopo la pronuncia del tribunale di Spoleto, chiamato in sede collegiale a esprimersi sulla nuova proposta di concordato presentata il 6 marzo dalla proprietà.
