Le rsu della ex Pozzi (foto Fabrizi)

di C.F.
Twitter @chilodice

«Per la Regione non è sufficiente gestire la crisi, ma risulta prioritario mantenere il sito industriale assicurando la continuità produttiva e sul punto c’è condivisione anche da parte del ministero dello Sviluppo economico». Queste le parole della presidente dell’Umbria Catiuscia Marini che ieri insieme all’assessore regionale Vincenzo Riommi ha incontrato il centinaio di operai della ex-Pozzi che hanno affollato una delle sale di palazzo Mauri.

Marini «Noi – ha scandito Marini – non protendiamo per un percorso piuttosto che per un altro, ma lavoriamo affinché Ims e Isotta Fraschini abbiamo la prospettiva industriale che meritano e nei mesi di elementi positivi se ne sono rilevati diversi». Il riferimento all’interesse che negli ultimi due anni hanno manifestato gruppi industriali italiani e non solo, «perché – come dice Riommi – in Europa non ci sono molte fonderie come quelle di Santo Chiodo».

Procedure L’assessore è tornato poi a illustrare gli scenari che potrebbero profilarsi, dettagliando le procedure previste dalla legge Marzano e quelle della Prodi bis, ma anche sostenendo che nuovi e cruciali sviluppi sulla crisi del polo metallurgico sono attesi a breve. «Qualunque sarà la procedura è importante – ha affermato Riommi – che le aziende siano amministrate da chi è in grado di prendere decisioni che ne rappresentino il bene oggettivo».

Operai I lavoratori dal canto loro hanno chiesto alle massime istituzioni regionali «massima attenzione e monitoraggio continuo» sugli sviluppi della vertenza, sottolineando come lo sciopero scattato 14 giorni fa non rappresenti «uno strumento d’attacco, bensì di difesa che comporta un grande sacrificio in termini economici». Le braccia, comunque, resteranno incrociate almeno fino a venerdì quando rsu e delegati sindacali torneranno ad accomodarsi al tavolo di Confindustria per conoscere le mosse messe in cantiere dalla proprietà.

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