L'ultimo presidio di fronte al tribunale (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi
Twitter @chilodice

Lavorazioni elettromeccaniche, trasporti e forniture energetiche. Ma anche pranzi, casse di vino e detersivi. Oltre naturalmente a dipendenti, banche e professionisti. Ammontano complessivamente a 43.3 milioni di euro i debiti dichiarati, alla metà di novembre, dai rappresentati legali della Ims (ghisa) che al tribunale di Spoleto hanno depositato un documento di una ventina di pagine in cui vengono elencati nominativi e relative spettanze dei circa 700 creditori che attendono di essere liquidati.

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I LAVORATORI SCENDONO IN STRADA. FOTOGALLERY

All’indotto mancano 12.1 mln A essere sottoposti a concordato, va precisato, sono solo 15.3 milioni, di cui 12.1 dovuti proprio ai fornitori. Tra loro grandi industrie tedesche, coreane, statunitensi, ma soprattutto una miriade di piccole e medie imprese del territorio cresciute all’ombra della fonderia di Santo Chiodo, la stessa che oggi le sta trascinando sull’orlo del precipizio. All’esito del concordato e, soprattutto, dell’operazione di “cessione in blocco” della Ims, in vendita per 28.5 milioni di euro, è legato a doppia mandata il futuro dell’indotto e del tessuto sociale del comprensorio. Dall’impresa di pulizie che vanta crediti per oltre 150 mila euro o quella di edilizia termica che viaggia sui 210 mila fino ai diversi ristoranti della città, produttori vinicoli della zona, con conti in attesa di essere onorati per qualche migliaia di euro.

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Vus, Asl3, Confindustria, Mps, Bps, Enel e Gdf Suez Nella babele dei creditori ci sono carrozzerie, ferramenta industriali, autotrasportatori, imprese di smaltimento e trattamento rifiuti, ma anche negozi informatici e di elettrodomestici, produttori vinicoli, ristoratori, albergatori. Ad accomodarsi all’adunanza dei creditori del 2 maggio con una delle posizioni più pesanti anche Vus Com che tra le mani si ritrova 1.1 milioni di gas metano non pagati, somma che supera perfino il debito di Ims con Monte dei Paschi di Siena (1.04 milioni) e quello più ridotto della Banca Popolare di Spoleto (160 mila). Pronti a fare capolino al tribunale di Spoleto anche i legali di Confindustria Perugia (255 mila), Asl3 (12 mila), Enel (660 mila) e Gdf Suez con il cedolino record da 1.45 milioni.

IL CORTEO DELL’EMERGENZA LAVORO. LE IMMAGINI

Creditori recupereranno poco più della metà Nella migliore delle ipotesi, vale a dire se l’operazione di acquisto di Ims andrà a buon fine, le aziende riscuoteranno poco più della metà di quanto fatturato, per l’esattezza è stata proposta una liquidazione compresa tra il 54% e il 59%, che non diventerà esecutiva prima del secondo semestre del 2017, come espressamente indicato nei documenti. Nella peggiore delle ipotesi, le piccole medie imprese recupereranno poco più del 20%. Per gli altri 28 milioni di euro di debiti targati Ims, vale a dire quelli vantati dai creditori privilegiati, come le 185 tute blu in organico alla Ims, la cui posizione complessivamente vale 2.6 milioni, la legge prevede che siano onorati per intero.

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