Un’assemblea dei lavoratori allargata al sindaco Fabrizio Cardarelli, al commissario straordinario Claudio Franceschini e ad alcuni funzionari dell’Inps provinciale. Andrà in scena giovedì mattina l’incontro tra le istituzioni e gli operai nell’ambito del quale si tornerà a fare il punto sulla vertenza del polo metallurgico, prestando particolare attenzione alle prospettive di ripresa, ma anche alla cassa integrazione straordinaria.
Produzione Ims e Isotta Fraschini al palo Già, perché attualmente la produzione sia in Ims che in Isotta Fraschini è ferma, ma se da un lato per la ghisa resta in piedi il calendario definito e illustrato dai commissari le scorse settimane, secondo il quale i reparti a caldo dovrebbero tornare a fondere a inizio 2015 per evadere commesse e produrre le campionature di cinque nuovi pezzi, dall’altro, cioè sul fronte alluminio, il quadro è se possibile anche più nero. Isotta Fraschini è infatti legata mani e piedi a Fiat, da anni unico cliente, che negli ultimi due mesi ha progressivamente ridotto fino ad azzerare le commesse richieste a Santo Chiodo. In questo senso i commissari sono alla caccia, non è chiaro se col supporto di un esperto commerciale, di nuovi partner interessate alle produzioni dell’alluminio di Spoleto.
Rispunta l’ipotesi fondo di garanzia Ma intanto a preoccupare fortemente i lavoratori è l’attivazione della cassa integrazione straordinaria, scattata nei giorni scorsi sull’intero organico. I tempi di pagamento dell’ammortizzatore sociale sono particolarmente lunghi e rischiano di mettere definitivamente ko molte famiglie della ex Pozzi, già stremate da una vertenza infinita. Lunedì pomeriggio durante il consiglio comunale il sindaco Cardarelli, confermando l’assemblea d giovedì, è tornato a parlare dell’attivazione di un fondo di garanzia a sostegno dei dipendenti della ex Pozzi, per accompagnare per l’appunto il primo versamento della cassa straordinaria.
La proposta di Casa Rossa Ad avere problemi di liquidità, però, non sono solo le famiglie degli operai, ma anche le due aziende della ex Pozzi. E non a caso nei giorni scorsi si è registrato l’intervento di Casa Rossa che ha rilanciato una proposta già più volte circolata tra operai e rsu di Santo Chiodo, ma su cui finora nessuno né a livello istituzionale, né tra i commissari straordinari nominati si è mai sbilanciato. L’ipotesi paventata è quello di sopperire alla carenza di liquidità attingendo a beni e risorse sequestrate a Gianfranco Castiglioni, ricalcando l’operazione compiuta per l’Ilva di Taranto con la famiglia Riva.
