Non solo Spoleto e quindi l’Umbria, ma anche Veneto, Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna. Foltissima la schiera di rappresentanti sindacali e istituzionali accomodatisi mercoledì al tavolo del ministero dello Sviluppo economico (Mise) per affrontare la crisi del gruppo Casti, proprietario nella città del Festival di Ims e Isotta Fraschini, e le procedure da attivare.
Commissari per Isotta Come noto, il tribunale di Spoleto qualche settimana fa ha attivato la procedura di amministrazione straordinaria, prevista dalle legge Prodi bis, su Isotta Fraschini, respingendo la proposta di concordato avanzata dai manager del gruppo. Ora il ministro Federica Guidi è chiamato con decreto a individuare tre commissari che avranno, a partire dal momento della nomina attesa entro il 2 luglio, trenta giorni di tempo per redigere una relazione ed esprimersi sulla fattibilità della procedura, l’alternativa resta il fallimento.
Timori ex Pozzi Cronoprogramma, questo, intorno al quale i rappresentati sindacali umbri e le rsu della ex Pozzi di Spoleto non hanno mancato di manifestare una certa preoccupazione in relazione alla lunga fermata produttiva che ne deriverebbe e quindi ai rischi connessi alle commesse Fiat da evadere. Ma alternative in questa fase non ce ne sarebbero. La procedura prevista dalla legge Marzano è stata giudicata da tutte le parti, sia per ragioni tecniche che tempistiche, più idonea per gestire una crisi complessa e di dimensioni rilevanti come quella del gruppo Casti.
Attesa per l’udienza del 2/7 Tuttavia, a richiedere l’attivazione dello strumento avrebbe dovuto essere la proprietà, nel caso Gianfranco Castiglioni, da quasi tre settimane agli arresti domiciliari insieme al figlio Davide e a due manager tutti accusati di associazione a delinquere finalizzata a reati tributari. In questa fase, dunque, non resta che attendere l’udienza del 2 luglio quando si procederà alla nomina formale dei tre commissari.
Riommi A margine dell’incontro l’assessore regionale allo sviluppo economico, Vincenzo Riommi, presente al tavolo insieme a quello comunale Angelo Loretoni, ha affermato: «Si è trattato – ha detto Riommi – di un tavolo preliminare alla gestione di una vicenda che, oltre alle pesanti ricadute sul piano industriale e occupazionale che si rischia di avere sul territorio umbro, rappresenta una crisi di portata nazionale per le dimensioni e la consistenza industriale del gruppo Casti . L’incontro è stato positivo – ha aggiunto l’assessore – perché si sono potute mettere a sistema, grazie alla collaborazione del Mise, le informazione relative alla condizione attuale di tutte le aziende del gruppo, anche nella prospettiva delle decisioni che saranno assunte dal tribunale di Spoleto».
