La conferenza stampa di questa mattina a Perugia

di D.B.

Gazebo nei mercati e nelle piazze per raccogliere le firme dei cittadini e una specie di «porta a porta» nelle aziende per illustrare e far condividere le dieci richieste che Confcommercio dell’Umbria sabato ha avanzato al Governo e alle istituzioni locali. Una protesta e un pacchetto di richieste che arrivano «da imprenditori allo stremo che vogliono far sentire la loro voce». «Noi – ha detto sabato mattina in una conferenza stampa il presidente di Confcommercio Perugia, Giorgio Mencaroni – porteremo questa voce dentro i palazzi del governo (un incontro è previsto a fine maggio, ndr) per chiedere misure che ci consentano di fare impresa e di continuare a dare lavoro ai nostri dipendenti e collaboratori».

Non ci rassegniamo «Non ci rassegniamo – prosegue – a dover chiudere le nostre attività per eccesso di burocrazia, tasse e balzelli di ogni tipo. Perché le banche ci chiudono gli sportelli. Perché tutti ci obbligano ai sacrifici mentre nessuno ci propone una visione del futuro». «Le imprese del terziario – ha sottolineato Aldo Amoni, presidente di Confcommercio Umbria -, specie se piccole o piccolissime, che avevano riposto aspettative nel nuovo governo dei tecnici, si trovano oggi in una condizione di difficoltà senza precedenti. Rischiano di dover chiudere i battenti, dopo aver tutto: un patrimonio di risorse, energie, progetti e speranze. Per questo siamo costretti, oggi, a dare vita ad una iniziativa di protesta senza precedenti, nella quale vogliamo coinvolgere le famiglie e i cittadini umbri, costretti, come noi, a pagare il prezzo troppo salato della crisi».

Le proposte Le proposte che Confcommercio presenterà a imprese e cittadini riguardano prima di tutto la riduzione di tasse, accise e addizionali di ogni tipo che «hanno ridotto il potere di acquisto della gente». Nel mirino c’è poi il credito senza il quale «le aziende vengono strozzate», la modifica degli studi di settore, ammortizzatori sociali anche per i piccoli imprenditori, il taglio dei «rami secchi» della spesa pubblica, la liberalizzazione di «caste» come banche, assicurazioni e professionisti, lotta vera all’evasione fiscale, contrasto dell’abusivismo, riduzione del costo del lavoro e rilancio del terziario. Il «tour» regionale inizierà il 6 maggio a Gualdo Tadino per terminare a Terni il 18,19 e 20 maggio.

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