Presti in calo in Umbria

di Daniele Bovi
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Oltre 300 milioni in meno, per la precisione 304 e spiccioli. A tanto, secondo uno studio di Unioncamere pubblicato lunedì e basato sui numeri della Banca d’Italia, ammonta il taglio del credito subito dalle imprese umbre tra il giugno 2011 e il giugno 2012. In termini assoluti gli impieghi al mondo produttivo della regione, al giugno 2012 valgono 13 miliardi e 846 milioni di euro, il 2,2% in meno rispetto all’anno precedente. In leggera controtendenza invece il dato che riguarda le famiglie umbre, alle quali secondo Unioncamere è stato erogato lo 0,9% in più, con gli impieghi totali che si attestano a quota sei miliardi e 842 milioni di euro. Una cifra che tradotta in termini assoluti significa 61 milioni in più. Il totale dei due settori fa 21,8 miliardi, in calo dell’1,3% rispetto all’anno precedente, con un saldo quindi in rosso per 284 milioni.

Famiglie e imprese Come si può vedere dai dati, sul monte totale degli impieghi il peso delle imprese è nettamente prevalente: se in Italia, infatti, il mondo imprenditoriale ha in portafoglio la metà dei soldi prestati, questo dato in Umbria lievita al 63,3%, tra le percentuali più alte in Italia, seconda solo a Trentino (69,6%) e Valle d’Aosta (63,7%). Guardando poi a cosa è successo nel periodo preso in considerazione nel resto del Paese, si scopre che la contrazione complessiva in Umbria è più forte di quella media nazionale (-1,3% contro -0,5%), mentre il dato delle imprese è sostanzialmente in linea con quello italiano (-2,5%, 978 miliardi contro i 1.003 del 2011). Le famiglie della regione invece sembrano aver ottenuto qualcosa in meno (+0,9% contro il +1,2% nazionale).

Così in Italia Le contrazioni più marcate del credito erogato alle imprese si sono verificate nel Nord Ovest (-3,4%) e nel Nord Est (-3,1%). Più disponibile alle esigenze del tessuto economico, invece, sembra essersi mostrato il sistema bancario al Mezzogiorno (-1,4%) e soprattutto al Centro (-1%). Oltre al Molise (-5,4%) e alla Sardegna (-5,2%), diverse regioni segnano una riduzione superiore alla media. Tra queste, il Friuli Venezia Giulia (-4%), il Veneto e la Calabria (-3,9%), la Lombardia (-3,5%). Sul fronte opposto, a registrare un aumento dei crediti concessi le imprese di Valle d’Aosta (+1,1%), Sicilia (+0,4%), Abruzzo (+0,3%) e Lazio (+0,1%). Per quanto riguarda i prestiti alle famiglie, gli incrementi più sostenuti si sono verificati, oltre che nel Lazio e in Lombardia (+1,7%), in Molise (+1,4%) e in Piemonte (+1,3%), mentre in diminuzione sono soltanto la Valle d’Aosta (-0,5%) e la Basilicata (-1,4%).

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