Presti in calo in Umbria

di Daniele Bovi

Uno degli indicatori che racconta la crisi economica della regione è quello delle sofferenze bancarie, ovvero tutti quei crediti ormai difficilmente esigibili perché il debitore è in stato d’insolvenza o in una situazione sostanzialmente simile. Un fenomeno in crescita in Umbria negli ultimi anni. Secondo quanto emerge dall’ultimo rapporto di Bankitalia sull’economia delle regioni italiane infatti, tra le piccole imprese umbre, ovvero quelle che costituiscono il nerbo dell’economia regionale, ormai sul totale dei crediti concessi le sofferenze nel 2013 sono quasi un quarto: 23,3% contro una media che, tenendo conto di tutte le altre aziende e delle famiglie, è in Umbria al 17,7%. Un 23,3% che è più alto sia della media del Centro Italia (21,7%) che di quella del resto del Paese (20,5%).

I numeri Allargando l’analisi a tutte le altre realtà imprenditoriali della regione, comprese quindi quelle medio-grandi, i dati testimoniano ulteriormente le grandi difficoltà delle ditte che si occupano di edilizia, dove le sofferenze raggiungono il 28,3%. Tra quelle che si occupano di servizi invece la percentuale è del 18% mentre per la manifattura del 20,3%. E nel 2013, per tutte, il livello delle sofferenze è cresciuto: +6% per l’edilizia, +5% per le piccole imprese, +4,2% per la manifattura. Se poi si prendono in considerazione i crediti «deteriorati», categoria nella quale vengono classificati prestiti incagliati, oppure oggetto di ristrutturazione o scaduti da più di 90 giorni, per quanto riguarda le imprese che si occupano di costruzioni questi sono quasi un euro su due (46%).

I settori Percentuali un po’ più basse per la manifattura (29%) e per i servizi (27%), mentre nel complesso delle piccole imprese un euro su tre è ‘deteriorato’. Dalle tabelle di Bankitalia emerge poi come il 2013, anche a causa della ridotta volontà di investimento da parte delle imprese, è stato un altro anno di prestiti in calo: in totale, tra amministrazioni pubbliche (-4,7%), famiglie (-1,4%) e imprese (-3,4%), -2,9%. Per le piccole poi la flessione è ancora più marcata (-4%). E i prestiti in calo sono un fenomeno che ha riguardato in Umbria sia le grandi banche che quelle piccole: i primi 5 grandi gruppi sono infatti passati dal -3,2% del 2012 al -3,5%, quelle piccole da -0,7% a -1,6% mentre quelle minori da +4% -3,8%.

I tassi A livello settoriale la manifattura ha visto scendere la quantità di credito del 4,1% (un dato identico rispetto al 2012), i servizi del 2,1% e le costruzioni del 4,3% contro l’1,1% dell’anno precedente. E quando il credito c’è di solito viene concesso a tassi, sia a breve che a medio-lungo periodo, più elevati rispetto alla media italiana. Per le piccole i tassi a breve sono del 10% (in Italia 8,8%), per le medio-grandi del 7,2% (6,2%) e per il settore costruzioni del 9,3% (7,2%). Nel complesso i tassi a breve riservati alle imprese della regione sono del 7,62% contro il 6,5% nazionale, mentre per un prestito a medio-lungo periodo viene applicato il 5,2%, un punto percentuale in più che nel resto d’Italia.

Twitter @DanieleBovi

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