I commissari Bracandoro e Stabile (foto Fabrizi)

di C.F.
Twitter @chilodice

Risarcimento danni da circa 30 milioni di euro richiesto agli ex amministratori della Banca Popolare di Spoleto. Tra le posizioni più pesanti ci sarebbero quella di Giovannino Antonini, Michelangelo Zuccari e Marco Bellingacci, che però si dice estraneo al procedimento civile*. Trapela poco intorno alla causa intentata, qualche giorno prima di lasciare palazzo Pianciani, dai commissari straordinari Nicola Stabile e Gianluca Brancadoro che, per conto dell’istituto di credito umbro, hanno dato impulso al procedimento. La notizia è riportata da Tuttoggi.info.

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Crediti facili Risulta, però, che al centro degli atti depositati nel tribunale di Perugia ci sono quegli stessi crediti ‘facili’ già finiti nel mirino di Banca d’Italia e che, nel febbraio 2013, furono tra le cause del commissariamento di Bps e della controllante Scs, oggi dopo l’acquisizione di Banco Desio socio di minoranza. Prestiti consistenti che secondo gli ispettori di via Nazionale, ma in parte anche per la procura di Spoleto, sono stati concessi senza assicurare un «efficace presidio dei rischi aziendali», oltre che in barba ai principi di «sana e prudente gestione», e per questo destinati a non rientrare nelle casse di palazzo Pianciani.

Richiesta di risarcimento danni milionaria In buona sostanza, secondo i commissari straordinari la gestione dell’ultimo board (non tutti sarebbero destinatari dell’atto di citazione), avrebbe causato le perdite di Bps che, per intendersi, nel 2012 ammontavano a 33 milioni di euro. Da qui la richiesta di risarcimento danni milionaria sulla cui fondatezza sono chiamati a pronunciarsi i giudici.

Rettifica: L’avvocato Marco Bellingacci si dice assolutamente estraneo alla richiesta di risarcimento di cui all’articolo, in quanto dimessosi dal Consiglio d’amministrazione della Banca popolare di Spoleto dopo alcuni mesi dalla nomina avvenuta nel 2010. 

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