di Ivano Porfiri

Nasce non senza ostacoli la superagenzia per lo sviluppo economico. La creatura multiforme partorita dall’assessore Gianluca Rossi ha ricevuto il battesimo della giunta regionale. Ma il varo delle linee guida non cancella alcuni dubbi sulla funzionalità di quella che si candida a essere l’interlocutore unico con chiunque voglia fare investimenti in Umbria, dalle nuove tecnologie alla cinematografia, dal turismo all’agroalimentare.

La creatura multiforme La riorganizzazione di Sviluppumbria era già stata in parte attuata attraverso la fusione per incorporazione con “Res” (Risorse per lo  sviluppo) spa, l’acquisto del ramo di azienda del Centro Agro-Alimentare e la fusione per incorporazione di “Bic” Umbria spa. A questi passaggi, si aggiungeranno la fusione in Sviluppumbria di “Umbria Innovazione”, la possibile fusione del Parco tecnologico agroalimentare – 3A PTA, l’attribuzione delle funzioni svolte da Umbria Film Commission, ora affidate all’Agenzia di promozione turistica.

La mission La nuova mission scritta nelle linee guida parla di «capacità di analisi, progettazione e realizzazione di uno sviluppo economico integrato dell’Umbria». «Sviluppumbria – ha detto Rossi – potrà essere capace di esprimere, meglio di ogni altra struttura istituzionale in Umbria una progettazione, anche su basi locali, dello sviluppo economico secondo una visione integrata. A questo atto – ha aggiunto -, seguiranno ulteriori adempimenti sia amministrativi sia legislativi, che delineeranno la futura Agenzia regionale per lo sviluppo, che sarà semplificata e più coerente con gli obiettivi della programmazione regionale, a servizio dell’innovazione e della competitività del sistema produttivo umbro».

Di tutto un po’ La nuova Sviluppumbria elabora ed attua programmi e misure di sostegno e promozione dello sviluppo nell’ambito della programmazione regionale, progetti di sviluppo locale, fa servizi di animazione economica e a supporto dell’attuazione di misure di politiche regionali di sviluppo con particolare riferimento a quelle dell’innovazione e dell’internazionalizzazione. Tra le sue competenze, inoltre, figurano le attività connesse ai progetti di cooperazione internazionale allo sviluppo, decentrata e transnazionale della Regione e quelle connesse alle politiche preventive per evitare crisi settoriali e/o aziendali. Si occupa dell’amministrazione e la gestione delle risorse attribuite dalla Regione e dagli enti soci per lo sviluppo economico regionale; presta consulenza e assistenza a favore della Regione e degli enti soci; collabora alla progettazione e nella attuazione delle politiche di sostegno alla competitività del territorio e del sistema delle imprese dell’Umbria. Fornisce il supporto tecnico a progetti di investimento e di sviluppo territoriale promossi dalla Regione, così come alla creazione di impresa con particolare riferimento alle imprese femminili, giovanili e del terzo settore. Tra i suoi ambiti, anche l’attrazione di investimenti da fuori regione e attività connesse ai progetti di cooperazione internazionale allo sviluppo, il monitoraggio e la prevenzione delle crisi settoriali e di impresa; la gestione e la valorizzazione del patrimonio immobiliare della Regione e degli altri soci con esclusione delle attività di manutenzione.

I dubbi Ciò che le linee guida non possono esplicitare sono i dubbi che tuttora si addensano intorno alla nuova Sviluppumbria. Soprattutto sull’efficienza e la funzionalità di una struttura così complessa e articolata. Come espresso più volte dagli stessi vertici di Sviluppumbria, la nuova creatura ha un senso unicamente se, oltre ad assorbire cda e poltrone, inglobi le mission delle singole vecchie agenzie in un contesto coerente e soprattutto che semplifichi anziché complicare le procedure. In questo senso occorrerà capire cosa è stato deciso di fare con le funzioni della Res, per cui si stava pensando a un trasferimento all’assessorato al Patrimonio (Tomassoni).

LA SCHEDA

La ridefinizione degli obiettivi e della struttura di Sviluppumbria si colloca nel disegno complessivo di riforma della Giunta regionale, che individua quattro aree fondamentali dell’intervento pubblico regionale sul sistema economico tramite società ed agenzie regionali.

La prima riguarda lo sviluppo delle imprese, dell’innovazione  e del territorio in capo a Sviluppumbria Spa; la seconda i servizi  per l’accesso al credito ed il rafforzamento della struttura finanziaria delle imprese già attribuiti a Gepafin Spa. La terza area è quella della promozione integrata  dell’Umbria che coniuga attività a sostegno del comparto del turismo unitamente all’agroalimentare, alla cultura di cui si occuperà la struttura che deriverà dall’evoluzione dell’Agenzia di Promozione Turistica dell’Umbria. La quarta area riguarda il sostegno e la promozione dell’internazionalizzazione delle imprese regionali ed in particolare quelle di piccole e medie dimensioni attraverso il Centro Estero Umbria costituito tra la Regione e le Camere di Commercio di Perugia e Terni, che in prospettiva necessita anch’esso di un adeguamento.

Questo nuovo contesto istituzionale «costituisce una forte innovazione rispetto alla ‘governance’ complessiva dello sviluppo economico regionale – ha sottolineato l’assessore Rossi – e rappresenta una sfida rispetto alla capacità di poter generare una nuova fase nei rapporti con le imprese, le associazioni di rappresentanza imprenditoriale, i territori, le municipalità e ogni altra istituzione pubblica coinvolta nei processi di attivazione di dinamiche di sviluppo economico».

In particolare, per sostenere e accrescere l’internazionalizzazione del sistema economico dell’Umbria,  «risulta importante – ha concluso Rossi – assicurare una ‘governance’ integrata delle diverse politiche, dalla promozione dell’export al marketing territoriale e attrazione investimenti, dalla promozione del territorio e dei prodotti tipici all’estero, che la Regione intende assicurare tanto a livello politico che a livello tecnico».

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