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(foto Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

Rimangono sostanzialmente fermi i consumi delle famiglie umbre. Secondo l’indagine dell’Istat pubblicata venerdì infatti, nel 2012 la spesa media mensile si è attestata in media a 2.450 euro, lo 0,3% in più rispetto all’anno precedente, quando il dato era di oltre 200 euro più basso di quello del 2010. La metà delle famiglie spende poi meno di 2.065 euro al mese. Insomma, i consumi ristagnano. Qualche euro in meno, da 505 a 499, le famiglie della regione l’hanno speso per alimenti e bevande mentre qualcosa in più (1.947 contro 1938) per tutto il resto. Scarti ridottissimi da prendere con le pinze visto che c’è da considerare l’errore statistico che può alzare od abbassare anche se di poco le cifre. I risultati dell’indagine infatti sono ricavati da un sondaggio che ha interessato 23 mila famiglie in tutto il Paese. Del dato di fondo invece, ossia di un livello di spesa sostanzialmente fermo, si può parlare con una certa sicurezza.

Così in Italia Il dato nazionale appare più pesante di quello regionale: l’Istat parla infatti per il 2012 di un calo della spesa del 2,8%, il peggiore dal 1997. La spesa alimentare è stabile (da 477 a 468 euro), anche grazie alle «strategie di contenimento» messe in atto dalle famiglie per fronteggiare l’aumento dei prezzi. Crescono poi le percentuali di chi ha ridotto la qualità e/o la quantità dei generi alimentari acquistati (dal 53,6% del 2011 al 62,3% del 2012) e delle persone che si rivolgono all’hard discount (dal 10,5% al 12,3%). La spesa non alimentare diminuisce del 3% e scende nuovamente sotto i duemila euro mensili: calano quelle per abbigliamento e calzature (-10,3%), per arredamenti, elettrodomestici e servizi per la casa (-8,7%) e quelle per tempo libero e cultura (-5,4%), a fronte però di un aumento del 3,9% delle spese per combustibili ed energia. Sale, rispetto al 2011, la quota di spesa alimentare (dal 19,2% al 19,4%): l’aumento più consistente si registra nelle regioni centrali (dal 18,4% al 19,3% con l’Umbria al 20,5%), ma è nel Mezzogiorno che, ancora una volta, si osservano i valori più elevati (25,3%).

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Impennata per i trasporti A livello regionale la spesa alimentare delle famiglie umbre rimane di circa 30 euro più alta se confrontata con la media italiana assorbendo, come visto, un quinto del budget familiare. Il capitolo più pesante però riguarda la casa, per la quale se ne va il 26% (634 euro); in terza posizione i trasporti (394 euro). E se la spesa alimentare rimane in linea con quella dell’anno precedente, nel non alimentare si notano delle forti differenze pur in presenza di una somma quasi identica a quella dell’anno scorso. Una flessione significativa c’è per l’abbigliamento (da 130 a 117 euro mensili), per l’abitazione (690 euro nel 2011) e per i mobili e arredamento in generale (da 137 a 110); stabili invece le spese per comunicazione (44 euro), combustibili ed energia elettrica (127) e tabacchi (da 20 a 24). L’impennata più pesante, a causa dell’aumento dei prezzi di energia e carburanti, è per i trasporti: oltre 60 euro al mese, da 333 a 394 euro. Dieci euro in più per la voce «tempo libero», dove vengono conteggiate anche le varie lotterie e gratta e vinci.

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.