di Daniele Bovi
Consumi al palo nel 2011 quando ogni famiglia umbra ha speso, ogni mese, 2.443 euro, oltre 200 in meno rispetto al 2010. A renderlo noto è l’Istat che giovedì ha pubblicato il report relativo ai consumi delle famiglie. Se nel 2010 i consumi mensili erano pari a 2.654 euro, un anno dopo la crisi economica, connessa magari alla tendenza ad una maggiore accortezza e al minor spreco, ha portato le famiglie della regione a spendere ogni mese 2.443 euro. Un dato in linea con la media nazionale (2.488 euro) e che colloca la regione in una terra di mezzo tra i 3.033 della Lombardia e i 1.637 della Sicilia.
I dati Se nel complesso quindi i consumi calano, a non mutare rispetto all’anno precedente sembra essere la composizione percentuale delle spese. Analizzando i vari capitoli infatti oltre il 60% se ne va per la casa (28,2%, la percentuale più consistente), i trasporti (13,6%), gli alimenti e le bevande (20,2%). A tempo libero e cultura viene dedicato il 4,6%, lo 0,8% all’istruzione, l’1,7% alle comunicazioni, il 4,2% alla sanità, il 5,6% all’arredamento, il 5,1% a combustibili ed energia, il 5,3% ad abbigliamento e calzature e lo 0,8% ai tabacchi. Sempre tenendo a mente che si parla di medie e che quindi, ovviamente, le situazioni sono molto diverse da famiglia a famiglia, gli unici segni più riguardano cibo e bevande (da 493 euro a 505) e spese per la casa (da 684 euro a 688). Per tutte le altre voci il segno è quello negativo, con flessioni marcate per i trasporti (quasi cento euro in meno) e gli arredamenti (-35 euro).
Lo scenario nazionale A livello nazionale la media parla di una spesa di 2.488 euro (+1,4% rispetto all’anno precedente). Quella media per generi alimentari e bevande aumenta del 2,2% rispetto al 2010 (+2,4% il corrispondente aumento dei prezzi), attestandosi a 477 euro mensili. Crescono la spesa per carne, quella per latte, formaggi e uova e quella per zucchero, caffè ed altro. La spesa non alimentare risulta, invece, stabile su 2.011 euro mensili: aumentano del 3,3% le spese per l’abitazione e diminuiscono del 5,9% quelle per abbigliamento e calzature.
Il primo trimestre 2012 Tornando all’Umbria, per quanto riguarda la provincia di Perugia i dati più aggiornati sono quelli dell’Osservatorio congiunturale della Camera di commercio relativi al primo trimestre 2012. Un quadro a tinte fosche (i numeri derivano da un sondaggio fatto tra 120 imprese del commercio) che parla di un’ulteriore contrazione delle vendite: la flessione sfiora il 10% rispetto allo stesso trimestre del 2011 (un dato peggiore se confrontato a quello delle altre regioni del Centro e dell’Italia) e a soffrire in particolar modo è il settore del commercio al dettaglio non alimentare (-13%), mentre l’alimentare fa segnare un meno 11%. A salvarsi è solo la grande distribuzione che conferma la sua crescita (+1,6%)
LE SPESE DELLE FAMIGLIE UMBRE NEL 2011. TRA PARENTESI LE CIFRE DEL 2010
ALIMENTI E BEVANDE 505 euro (493)
TABACCHI 19 euro (23)
ABBIGLIAMENTO 129 euro (135)
ABITAZIONE 688 euro (684)
COMBUSTIBILI ED ENERGIA 124 euro (141)
ARREDAMENTI 136 euro (171)
SANITA’ 102 euro (110)
TRASPORTI 332 euro (428)
COMUNICAZIONI 41 euro (48)
ISTRUZIONE 19 euro (18)
TEMPO LIBERO E CULTURA 112 euro (110)
ALTRI BENI E SERVIZI 227 euro (243)
LA SPESA MEDIA NELLE REGIONI
Lombardia 3.033
Emilia Romagna 2.770
Veneto 2.903
Trentino Alto Adige 2.855
Piemonte 2.705
Friuli Venezia Giulia 2.594
Umbria 2.443
Valle d’Aosta 2.573
Toscana 2.673
Marche 2.615
Lazio 2.522
Abruzzo 2.348
Molise 2.201
Liguria 2.371
Puglia 1.958
Campania 1.944
Basilicata 1.898
Sardegna 1.921
Calabria 1.904
Sicilia 1.637

