Ci sono i problemi dell’economia italiana e «l’impressionante zavorra» del carico fiscale al centro della relazione del presidente Confesercenti Marco Venturi che ha aperto sabato mattina a Perugia, alla Posta dei Donini di San Martino in Campo, l’annuale meeting dell’associazione. Meeting la cui mattinata è stata caratterizzata dall’intervento dell’economista Jean Paul Fitoussi, mentre la parte più politica è arrivata nel pomeriggio con il ministro dello Sviluppo Corrado Passera e il segretario del Pdl Angelino Alfano. Ma è dai temi della crescita e del fisco che prende il via l’appuntamento: «La vera priorità è la crescita: senza questa – ha detto Venturi – potremo avere singole imprese di successo ma il Paese non crescerà e assisteremo ancora alla chiusura di migliaia di imprese e alla perdita di tanti posti di lavoro». Centomila imprenditori autonomi hanno chiuso le loro attività senza poter contare su alcuna tutela sociale. E sono 800 mila i posti di lavoro bruciati dalla crisi». E le previsioni 2013 sono tutt’altro che tranquillizzanti.
La zavorra Passera nel pomeriggio tranquillizza la platea sostenendo che lo scatto all’insù dell’Iva si potrà bloccare anche nel 2013, che il patto sulla produttività verrà siglato e che non ci sarà bisogno di usare lo scudo antispread (con tutto quello che comporta in termini di perdita della sovranità) se le politiche impostate sul rigore andranno avanti. Ma le preoccupazioni delle pmi, pur apprezzando i passi avanti che in caso verranno fatti in tema di produttività, rimangono e riguardano principalmente il carico fiscale. «E’ impressionante – osserva Venturi – la zavorra fiscale per imprese e famiglie: 40 miliardi di maggiori entrate nel 2012, cui seguiranno 51 miliardi nel 2013 e 52 nel 2014, per un totale di 143 miliardi. Cifre imponenti che si sommano a 204 miliardi aggiuntivi rastrellati fra 2006 e 2011».
Una batosta da oltre 1.100 euro Numeri che fanno chiedere alla confederazione un tavolo di confronto al Governo sulla delega fiscale, convinta che «occorra avviare un progetto complessivo di alleggerimento della pressione fiscale sempre più insostenibili». Anche secondo la Federconsumatori, l’aumento della tassazione nel 2012 ha raggiunto livelli non più accettabili: tra Iva, Imu, accise, addizionali e bolli, preleverà 1.157 euro dalle tasche di ogni famiglia. «Per far fronte a tale incremento – afferma Federconsumatori – una famiglia dovrà fare a meno dell’importo di una tredicesima».
Le difficoltà Nella sua relazione Venturi oltre a chiedere di valorizzare «opzioni fin troppo trascurate come il turismo, il commercio, l’innovazione», la proposta del patto sulla produttività da raggiungere con un’intesa fra imprese e sindacati non può prescindere, secondo Venturi, da un esame delle cause che hanno provocato ritardi di competitività, ostacoli burocratici all’attività delle imprese, le difficoltà di accesso al credito, i condizionamenti della criminalità organizzata, le arretratezze infrastrutturali che pesano in particolare sullo sviluppo del sud e del turismo.
Serve la sciabola «Vorremmo capire – dice Venturi – se questi nodi sono affrontabili in poco tempo o se divengono la base per un progetto di crescita futura con impegni certi anche da parte delle forze politiche». Di certo un impegno futuro che Confesercenti chiede è quello della rottura della «spirale spese-tasse: razionalizzando la montagna di spesa pubblica centrale e locale si possano reperire 20 miliardi l’anno da destinare alla crescita, alleggerendo il carico fiscale». Su abolizione delle Province, accorpamento dei piccoli comuni e «giungla» dei servizi pubblici locali, «ci vuole la sciabola e non il fioretto».
E un governo europeo E’ da una prospettiva europea invece che l’economista Fitoussi guarda la crisi attuale sostenendo, nel corso del suo intervento, che «bisogna avere il coraggio di dire che “il re è nudo”. Gli stati europei nella loro singolarità hanno perso la sostanza del potere, pur mantenendone gli attributi». Anche per questo Fitoussi promuove la nascita di un vero e proprio «governo europeo. Per formarlo – dice – c’è gente per bene in tutti i paesi. C’è solo un problema di potere e di attribuzione dei poteri. L’Europa è un paese nuovo, emergente». «C’è un deficit di leadership in Ue ma non sono pessimista. E’ la situazione che crea il leader, se la situazione lo richiede, il leader emergerà».

