A sinistra il dg Bps Tuccari, al centro il vice presidente Zuccari

di Chiara Fabrizi
Twitter @Chilodice

Dopo il commissariamento di Banca popolare di Spoleto e della controllante Scs che, secondo quanto appreso mercoledì mattina, dovrebbe durare almeno un anno (di norma si va dai 12 ai 18 mesi), Bankitalia sospende anche il direttore generale Francesco Tuccari. All’indomani dell’azzeramento dei consigli di amministrazione dell’istituto di credito umbro e della Spoleto credito e servizi infatti, socio di maggioranza, la scure di palazzo Koch si è abbattuta anche sul manager dall’aprile 2011 alla guida di palazzo Pianciani. A notificare il provvedimento sono stati gli stessi commissari di via Nazionale che, mercoledì mattina, hanno incontrato prima i vertici della banca e, poi, i rappresentanti sindacali degli 800 dipendenti in organico all’istituto di credito.

Tuccari sospeso Alla base del provvedimento con cui Tuccari, riconfermato a ottobre presidente di Abi Umbria, è stato rimosso dal proprio incarico ci sarebbe la gestione dell’istituto di credito che, come già riportato mercoledì, avrebbe operato, tra le altre, fuori dai confini della sana e prudente amministrazione. Per alcuni si tratta di una «sconfessione», per altri di un «atto scontato, prevedibile» alla luce del terremoto che ha travolto Bps e pure Scs.

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Le contestazioni Al centro della quindicina di pagine che compongono la relazione di Bankitalia, in particolare, sarebbe finita l’attività creditizia di palazzo Pianciani che, stando a quanto risulta, avrebbe registrato un’accelerazione che né i capitali della banca, né quelli della controllante avrebbero potuto garantire. Nel mirino anche le sofferenze dell’istituto di credito umbro, il deficit patrimoniale e i tempi di realizzazione del piano industriale. Non solo. Gli ispettori avrebbero sollevato contestazioni anche sulla politica di espansione della banca che nell’ultimo anno ha aperto una nuova filiale a Torino e ampliato quella di Milano, mentre in cantiere c’erano inaugurazioni a Fano, Pesaro e Busto Arsizio.

Sindacati Oltre alla sospensione del dg Tuccari, mercoledì mattina, il commissario straordinario Giovanni Boccolini ha incontrato le organizzazioni sindacali in comprensibile apprensione tanto per il futuro dell’istituto di credito quanto per le prospettive degli 800 dipendenti. Sull’esito dell’incontro, fuori da palazzo Pianciani, i rappresentanti sindacali hanno preferito non sbottonarsi rimandando commenti e reazioni a una nota stampa attesa nel pomeriggio. A parlare, intanto, è la Fisac (Cgil) che «nell’esprimere piena fiducia negli organi straordinari ritengono importante l’adozione di tutte le misure che, oltre alla regolarizzazione dell’attività aziendale a partire dai depositanti, favoriscano la salvaguardia della prospettiva e dei livelli occupazionali della banca».

A rischio le 100 assunzioni Decisamente incerto, invece, il futuro della selezione «Giovani meritevoli» che avrebbe dovuto portare all’assunzione da parte di Bps di 100 diplomati e laureati. I termini per la presentazione delle candidature sono scaduti il 31 gennaio e, stando a quanto risulta, sarebbero oltre 3.400 le domande regolarmente pervenute. Se i commissari decideranno di congelare le procedure avviate è presto per dirlo, ma per molti la conclusione della selezione sarebbe a rischio.

Antonini e il pool di legali Sul fronte del commissariamento Scs con ogni probabilità i membri del cda presieduto da Antonini e azzerato nel pomeriggio di martedì impugneranno davanti al Tar del Lazio il decreto del ministro dell’Economia con cui è stato autorizzato il commissariamento della cooperativa. Antonini, già nella serata di martedì, avrebbe raggiunto Roma per confrontarsi con il collegio di legali a cui, ancora non formalmente, sarebbe stato affidato il mandato. Nel pool di avvocati figurerebbero Federico Tedeschini e Giuseppe Abbamonte. Insistenti indiscrezioni riferiscono della volontà di Antonini e dei suoi più fidati consiglieri di convocare per giovedì mattina a Perugia in una sede ancora da definire una conferenza stampa per chiarire la posizione e comunicare formalmente le contromosse, ma al momento ancora comunicazioni ufficiali in merito non ci sono. 

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