(foto Fabriz)

Commissariamento Bps, il sindacato Fabi: «Disponibili a dialogare purché non ci siano tagli al personale». È un messaggio chiaro quello lanciato dall’organizzazione più rappresentativa dei dipendenti di palazzo Pianciani che, attraverso una nota stampa, apre al confronto con i tre amministratori straordinari dell’istituto di credito, Giovanni Boccolini, Nicola Stabile e Gianluca Brancadoro, mettendo subito in chiaro però che «non dovranno essere proposti tagli lineare al personale».

Occupazione E ad avere «particolarmente a cuore» i livelli occupazionali è anche la Fiba-Cisl che in un comunicato spiega: «È importante la riconferma dei numerosi ragazzi assunti a tempo determinato mentre ci auguriamo la graduatoria per 100 assunzioni nel prossimo triennio non resti un’illusione o, peggio, un meschino strumento pubblicitario». Sul punto i commissari si sono limitati a confermare il prevedibile stop della selezione «Giovani meritevoli» e a prendere tempo per definire il futuro della trentina abbondante di impiegati in organico alla Bps con un contratto a tempo determinato in scadenza a fine anno.

Fabi: «Serve piano serio e non speculazioni» Sul piatto, però, la Fabi mette anche la ricetta di rilancio di palazzo Pianciani: «Occorre – scrive il coordinamento sindacale Fabi – incidere sulle sacche d’inefficienza, in particolare sugli sprechi e sulle disfunzioni organizzative e quindi su tutte quelle anomalie che hanno determinato il commissariamento». Mentre la Fiba-Cisl scrive: «Crediamo che il ruolo dell’istituto di credito e di tutti i lavoratori, sia quello di sostenere le idee, i progetti e quindi il futuro della clientela che ha riposto in noi la propria fiducia, e siamo fortemente convinti di continuare ad assicurare questa importante funzione sociale». E sugli appetiti della cordata uscita allo scoperto la Fabi spiega: «Agli imprenditori locali che si candidano a rilevare la banca, il sindacato dei bancari chiede piani industriali credibili e innovativi e un impegno serio e puntuale per l’effettivo rilancio dell’istituto, nel pieno rispetto delle professionalità di tutti i dipendenti e senza incidere sui livelli occupazionali». La paura della Fabi è presto detta: «Non vorremmo che dietro alcuni interessamenti ci fossero intenzioni meramente speculative, che in questo momento danneggerebbero dipendenti e clientela e comprometterebbero lo sviluppo industriale della banca stessa, sana dal punto di vista patrimoniale, come rilevato dagli stessi commissari della Banca d’Italia, e punto di riferimento per l’economia umbra».

La Fiba-Cisl, invece, ricorda «la forte preoccupazione espressa nei mesi precedenti al commissariamento quando, nonostante il clima sereno e le rassicurazioni arrivate dai vertici di palazzo Pianciani, la governance non ha risposto alle 18 domande sull’assetto dell’istituto così come non è stato mai risposto, dal dg Francesco Tuccari, agli allarmi relativi all’eccessiva spinta espansionistica della banca e relativa costose politica di assunzioni. Al richiamato rigore di spesa – prosegue la nota – la Fiba-Cisl ha espressamente formulato una richiesta di coerente allineamento, indirizzata alla direzione e al cda a cui solo il presidente Nazzareno D’Atanasio e il Vice Zuccari hanno risposto riducendo le proprie indennità di carica».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.