
di D.B.
Il quarto trimestre del 2010 segna, per quanto riguarda il commercio della provincia di Perugia, il consolidamento di un trend. Continua, infatti, secondo l’Osservatorio della Camera di Commercio di Perugia, la flessione delle vendite per il commercio al dettaglio di prodotti alimentari e non, mentre la cosiddetta grande distribuzione vede espandersi il proprio volume d’affari. Rispetto allo stesso periodo del 2009 infatti la flessione complessiva è dell’1,1%, da imputarsi perlopiù, come detto, al calo del commercio al dettaglio. Un dato comunque migliore rispetto alla media del Centro Italia (-1,9%) e a quella nazionale (-2,1%).
Il rosso delle vendite al dettaglio Il bilancio in rosso delle vendite provinciali è da ricondurre quindi ai risultati negativi conseguiti dalle imprese del commercio al dettaglio di prodotti alimentari (-2,2% a fronte del -4,3% dello scorso trimestre) e non alimentari (-1,3%, migliore del -3,5%, del terzo trimestre 2010). La grande distribuzione, invece, evidenzia una crescita del +0,7%, in lieve miglioramento rispetto allo scorso trimestre (+0,5%). L’ottimismo poi non regna tra le imprese commerciali: per la prima parte del 2011 infatti sono in pochi a prevedere un aumento delle vendite. E anche qui vale il discorso fatto sopra: la grande distribuzione si aspetta un incremento, mentre il «dettaglio» prevede ulteriori mesi di sofferenza. Guardando da qui a un anno infatti il 67% dei commercianti al dettaglio, secondo la Camera di Commercio, ritiene che le vendite rimarranno stabili, mentre l’85% della grande distribuzione si aspetta un mercato in espansione.
Mencaroni: trend che preoccupa Un trend che preoccupa il presidente della Camera di Commercio Giorgio Mencaroni: «Ancora una volta – dice – dobbiamo registrare le maggiori difficoltà del commercio al dettaglio rispetto alla grande distribuzione che in provincia di Perugia riesce ad allinearsi ai trend moderatamente positivi del livello nazionale. Preoccupa poi un andamento che vede il commercio ancora incapace di recuperare le posizioni della fine del 2009. E anche la ripresa delle vendite registrata sul III trimestre 2010, deve essere letta alla luce del fatto che l’ultima parte di ogni anno è il periodo più intenso per ogni attività commerciale». Un dato quindi positivo sì, ma «drogato» dai consumi natalizi.

