Sono ben quattro i giorni di sciopero decisi dai lavoratori del pastificio Agnesi di Imperia, facente parte del gruppo perugino Colussi. Lo sciopero, che scatterà da martedì alle 6, è la via presa da sindacati e operai dopo la scelta fatta da Colussi di chiudere lo storico stabilimento di Imperia, mettendo in forse la produzione di sughi come alternativa alla pasta. La volontà di chiudere i battenti della struttura che dà lavoro a 180 persone è stata ribadita venerdì durante un vertice che si è tenuto a Perugia. A decidere lo sciopero sono stati i lavoratori riuniti lunedì in assemblea.

Prova di forza «Questa – ha detto Pier Luigi Lazzarini della Cisl – è la più grande prova di forza mai data nella storia dell’azienda. I dipendenti, dopo le ultime notizie, sono decisi a ribellarsi». Lo sciopero, che si concluderà sabato, arriva tra l’altro in giorni delicati nei quali alcuni clienti giapponesi arriveranno a visitare l’impianto. Secondo i piani di Colussi, dal gennaio prossimo dovrebbe partire il trasferimento della produzione di pasta mentre, a ottobre dello stesso anno, si dovrebbe procedere con la chiusura dello stabilimento ligure. La crisi del gruppo perugino riguarda anche lo stabilimento di Petrignano d’Assisi dove i sindacati, dopo un incontro con l’azienda in Confindustria, alla fine di settembre hanno annunciato che sono 80 gli esuberi che si prospettano.

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.