Anziani sempre più in difficoltà

di Chiara Fabrizi

Settecento pensionati in sette giorni. Questi i clamorosi numeri umbri della class-action contro la pubblica amministrazione lanciata il 31 ottobre dal Codecons Umbria. L’esercito della terza età umbro è sfinito, esasperato da pensioni di fame. Sono 300 mila, un terzo della popolazione regionale, e più della metà percepisce la «minima», la pensione che sfiora i 500 euro.

Mega class-action contro la Pa In Umbria è stata lanciata il 31 ottobre e in una settimana ha riscosso circa 700 adesioni. La mega class-action gratuita contro la Pa e in favore dei pensionati promossa dal Codacons regionale ha incassato un enorme adesione.  «L’associazione – si legge nella nota – ha dato vita in Umbria come in altre regioni a questa azione collettiva per chiedere allo Stato italiano di emettere tutti gli atti dovuti già previsti dalla legge per riequilibrare il sacrificio economico patito dai pensionati e quindi di predisporre tutti gli interventi relativi al Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali previsto per  legge ogni tre anni». Nel piano pratico il Codacons chiede: più servizi sociali di e di assistenza gratuita agli anziani, sostegno a domicilio agli anziani non autosufficienti, agevolazioni e rateizzazioni per tasse bollette e tributi da pagare, medicine gratis e niente ticket sanitari.

In 150 mila con una pensione da fame I pensionati residenti in regione sono 300 mila, circa un terzo della popolazione. Un vero e proprio esercito della terza età che però è povero, poverissimo. Più del 50%, infatti, percepisce la «minima», la pensione più bassa, quella che si aggira intorno ai 500 euro mensili. Un altro 30%, invece, i primi giorni del mese incassa tra i 500 e i 1000 euro. In sostanza, 150 mila anziani in Umbria vivono con una pensione da fame, non arrivano alla fine del mese e quasi tutti si arrangiano come possono. Eseguono piccoli lavoretti per mettersi in tasca poche decine di euro utili però a sbarcare il lunario. Ma non solo.

Potere d’acquisto pensionati: -50% Il Codecons nazionale calcola che dal 1993 ad oggi gli anziani che percepiscono una pensione medio-bassa hanno subìto una riduzione del potere d’acquisto del 49.3%. «Una situazione sociale ed economica decisamente disastrosa – spiegano dall’associazione – che purtroppo è destinata a peggiorare a seguito gli effetti della manovra finanziaria varata dal Governo che a stretto gira rischia di trasformare in poveri nuove centinaia di migliaia di pensionati».