«Sono molto lieto che l’iniziativa promossa dalla Conferenza episcopale umbra abbia coinvolto davvero e in maniera sorprendente e capillare l’intera società umbra, che manifesta un’Italia bella, solidale, dando speranza in un momento particolarmente difficile. Certamente, questa “piccola-grande” iniziativa è una straordinaria rete che aiuta a salvare per le sue modalità di erogazione, creando un rapporto diretto e non anonimo con le famiglie in difficoltà, il tessuto della società della nostra regione». E’ il commento del vescovo mons. Vincenzo Paglia, presidente della Conferenza episcopale umbra (Ceu), sull’aggiornamento dei dati del “Fondo di solidarietà delle Chiese umbre” a tre anni dall’inizio della sua operatività, istituito dalla Ceu nella primavera-estate del 2009 con l’erogazione dei primi aiuti alle famiglie in difficoltà che avevano perso il lavoro e senza alcun ammortizzatore sociale.
Fino al 6 giugno 2012 i nuclei familiari sostenuti dal “Fondo” sono stati 1.292 nelle otto diocesi dell’Umbria (109 ad Assisi, 132 a Città di Castello, 114 a Foligno, 52 a Gubbio, 116 ad Orvieto, 392 a Perugia, 140 a Spoleto e 237 a Terni), per i quali sono stati impegnati complessivamente 2.138.700,00 euro, grazie alla somma raccolta per il suddetto “Fondo” che ammonta a 2.466.651,55 euro, frutto di tre distinte raccolte (marzo 2009-maggio 2010; giugno 2010-settembre 2011; ottobre 2011-giugno 2012). Le famiglie aiutate hanno ricevuto singolarmente contributi mensili di 250-300 euro (in media) per un periodo non inferiore a tre mesi con possibilità di rinnovo del contributo e a richiedere quest’integrazione sono stati 245 nuclei familiari.
Ad oggi la disponibilità del “Fondo” è di 327.951,55 euro, che dovrebbe garantire il prosieguo della sua operatività per tutto il 2012, in base all’attuale trend di domande accolte e relative assegnazioni di contributi da parte del “Consiglio di gestione” del “Fondo” su segnalazione di ciascuna delle otto “Commissioni diocesane di solidarietà”. Dall’estate 2009 a tutt’oggi queste “Commissioni” hanno ricevuto e visionato migliaia di domande che sono state ritenute dai ricercatori dell’Aur (Agenzia umbra ricerche) e dell’Osservatorio sulle Povertà (organismo promosso dalla Ceu e dalla Giunta regionale nel 1995) «interessanti fonti inedite di studio» del complesso fenomeno delle povertà in Umbria, che vanno ad integrare i dati statistici ufficiali. «I dati del “Fondo di Solidarietà delle Chiese umbre” contribuiscono molto a dare il polso della situazione». A dirlo è stato il prof. Paolo Montesperelli, sociologo e membro dell’Osservatorio sulle Povertà, a inizio stesura del “V Rapporto sulle povertà in Umbria”, che sarà pubblicato in autunno.
Il contributo della Caritas Per Montesperelli il contributo della Caritas, nella stesura di ogni Rapporto, «è fondamentale prima di tutto dal punto di vista metodologico, ma anche di apporto di esperienze, di spirito. Metodologico nel senso che la Caritas per l’attività provvida che svolge è una realtà che detiene una marea di dati molto interessanti, che andrebbero valorizzati al massimo, anche nell’interesse della Caritas stessa, oltre che naturalmente della comunità. E poi tutta l’esperienza della Caritas, il suo vissuto, le sue “antenne” fortemente radicate nel sociale sono indispensabili».
Obiettivo Ritornando al “Fondo di solidarietà”, il suo obiettivo non si limita alla semplice erogazione di contributi economici, ma vuole essere un richiamo alle coscienze e, soprattutto, un segnale per invitate tutti alla necessità di cambiare gli stili di vita, oggi volti troppo spesso allo spreco, al lusso sfrenato, all’accumulo. Occorre tornare a modalità di vita più rispettose della sobrietà, della modernizzazione, della capacità di accorgersi dei bisogni altrui; stili che possano fare spazio nei cuori alla solidarietà ed emarginare l’indifferenza. Testimonianza dell’importanza anche educativa alla solidarietà che il “Fondo” contribuisce a promuovere, giunge dal gesto di circa 40 famiglie aiutate che una volta superate le difficoltà economiche (grazie al lavoro ritrovato) hanno tempestivamente comunicato la loro nuova situazione, così da rinunciare al sostegno del “Fondo” a favore di altre famiglie. Altro aspetto positivo è la modalità di erogazione del contributo assegnato alla famiglia che lo riceve dal proprio parroco, con il quale si instaura un rapporto umano di conoscenza reciproca che va oltre il semplice gesto di solidarietà. Inoltre, il “Fondo” ha aiutato non poche giovani famiglie a ben amministrare il contributo ricevuto individuando la priorità delle spese da affrontare.
Dall’aggiornamento dei dati del “Fondo di solidarietà” (consultabile nei dettagli nella sezione “In Evidenza” del sito www.chiesainumbria.it) si evince che dei circa 2 milioni e mezzo di euro raccolti oltre la metà (1.257.379,00) sono pervenuti dalla Consulta delle Fondazioni Casse di Risparmio dell’Umbria (Città di Castello, Foligno, Orvieto, Perugia, Spoleto e Terni e Narni) e da istituti di credito (Banca Popolare di Spoleto e Casse di Risparmio di Città di Castello, Foligno, Spoleto e Terni e Narni) e più di un terzo (769.811,00) dalle tre collette delle diocesi umbre di marzo 2009, giugno 2010 e dicembre 2011, che hanno riguardato oltre 600 parrocchie coinvolgendo gli stessi parroci, i vescovi e comunità religiose. Da segnalare che gli alunni di una scuola del ternano hanno raccolto 15mila euro. Altre somme significative sono pervenute nei tre anni del “Fondo” da aziende, enti ed associazioni (100.000 euro dalla Coop Centro Italia nel 2009, 100.000 euro dalla Regione dell’Umbria nel 2012 e 22.000 euro dalla Coop Umbria Casa nel 2011). Anche privati benefattori (104.309,66 euro), parlamentari e consiglieri regionali (50.411,02 euro) non hanno fatto mancare il proprio contributo al “Fondo”, le cui spese di gestione (bancarie) sono state di appena 194,32 euro, in quanto tutti i suoi addetti hanno svolto opera di volontariato. Infine, i dati sulle singole tre raccolte: la prima ha fruttato 1.325.320,65 euro; la seconda 501.188,14 euro; la terza 640.142,76 euro.
Gli aiuti Chi fosse interessato a sostenere l’opera del “Fondo” può inviare il suo contributo economico attraverso il c/c bancario (codice iban: IT18 F 06315 03000 000000081040) intestato a Regione Ecclesiastica Umbra, specificando nella causale: “Fondo di solidarietà delle Chiese umbre”.

