La Cgil scrive alla prefettura per denunciare azioni di imprenditori di Terni e comprensorio che avrebbero ribassato salari e diritti senza confronto sindacale, proponendo direttamente il prendere o lasciare al lavoratore. Sono accuse pesanti quelli che il segretario generale Attilio Romanelli spedisce al prefetto Angela Pagliuca nel tentativo di alzare l’attenzione sul fenomeno che, a suo dire, «messo in atto negli ultimi tempi e con ripetute azioni da aziende del territorio».
Cgil scrive alla prefettura Con la missiva, inviata anche alla Direzione territoriale del lavoro (ex Ispettorato) e alle associazioni datoriali, tra queste Confindustria e Confcommercio, il sindacalista afferma: «La situazione è grave perché quest operazioni sono tutte orientate a ridurre il costo del lavoro incidendo su salario, istituti contrattuali e diritti dei lavoratori derivanti dalla contrattazione collettiva nazionale». E poi: «Queste iniziative evitano il confronto sindacale, preferendo il confronto diretto col singolo lavoratore che viene posto di fronte alla necessità di accettare tali imposizioni al fine di poter proseguire il rapporto di lavoro».
Imprenditori rivedono contratti distruggendo le regole Da qui l’allarme suonato in prefettura da Romanelli: «Questi tagli sui diritti economici e sociali dei lavoratori, oltre che a distruggere i contratti collettivi nazionali, sono pericolosi perché rappresentano un grave precedente, che rischia di diventare spunto per l’intero sistema, con grave incidenza per il futuro di quelle aziende che, differentemente, nel rispetto per le normative contrattuali e del personale, accettano alti livelli di concorrenza ed evitano di incidere sui diritti dei lavoratori». Ergo: «Come Cgil ci riserviamo ogni azione al fine di interrompere tali politiche – conclude il segretario generale – siamo a sollecitare ogni soggetto attivo affinché si intervenga per denunciare ed isolare tali azioni».
