Un congresso difficile con una Cgil che a livello nazionale è divisa e anche a livello regionale presentava diversi mal di pancia. Ne è uscito comunque vincitore Vincenzo Sgalla, rieletto alla guida del principale sindacato umbro con un terzo dell’assemblea generale che però gli ha votato contro. Tuttavia, una mediazione è stata raggiunta sul documento politico, votato all’unanimità e che dunque non restituisce l’immagine di un sindacato diviso sulla linea e sui temi fondamentali.
Le votazioni Sgalla, una vita alla Perugina poi dal 2010 alla guida della camera del lavoro di Perugia e dal 2015 segretario regionale (dopo che Mario Bravi si è candidato alle elezioni regionali) è stato rieletto al termine dei due giorni di congresso a Perugia, con la partecipazione di 270 delegate e delegati dai posti di lavoro e dalle leghe pensionati. AI lavori ha preso parte anche Giuseppe Massafra, segretario confederale della Cgil nazionale. Il congresso ha prima eletto il nuovo direttivo regionale della Cgil Umbria (92 componenti), la nuova assemblea generale (140 componenti) e la delegazione al congresso della Cgil nazionale che si terrà a Bari dal 22 al 25 gennaio (8 componenti). L’assemblea ha quindi votato a scrutinio segreto Sgalla, proposto dal centro regolatore nazionale.
Assemblea divisa Il segretario uscente ha ottenuto 87 voti favorevoli, 40 contrari, con 4 schede bianche e una nulla. Chi ha votato contro? Di certo una parte dell’ala sinistra, che non gradisce le posizioni di Sgalla. C’è poi una componente territoriale, con i delegati ternani che non vedevano di buon occhio la guida perugino-centrica.
Responsabilità «Ci aspettano 4 anni di impegno straordinario – ha detto Sgalla dopo la sua rielezione -. La Cgil, questa grande organizzazione sociale radicata nei valori della sinistra, sente tutta la responsabilità di costruire un’idea di società e di sviluppo diversa per l’Italia e per l’Umbria, fondata sulla dignità e sulla centralità del lavoro, sul contrasto alle disuguaglianze, sulla solidarietà e sul rispetto delle differenze».
