Sgalla con la Camusso

Al termine di due giorni di lavori congressuali, il nuovo direttivo provinciale della Cgil di Perugia, eletto dalla platea congressuale e composto da 90 membri (al 40% donne), ha votato per la conferma di Vincenzo Sgalla nella carica di segretario generale per i prossimi 4 anni di mandato. Su 75 votanti, Sgalla ha ricevuto 67 voti a favore e 7 contrari con un’astensione.

Piano del lavoro Il dibattito congressuale, caratterizzato nella sua seconda giornata da 35 interventi di delegate e delegati delle varie categorie e settori, è stato concluso dal segretario nazionale della Cgil, Serena Sorrentino: «Questo è il terzo congresso nella crisi che affrontiamo – ha detto Sorrentino – e non c’è mai stato un periodo così lungo nel quale la Cgil si dovuta fare carico del compito di definire un progetto di sviluppo per il paese, il nostro Piano del Lavoro». Sorrentino ha poi elencato quelle che sono alcune scelte prioritarie per il sindacato: revisione della riforma Fornero sulle pensioni «per ricostruire un principio di giustizia sociale che è venuto meno», introduzione di una tassa patrimoniale, «come elemento centrale in un progetto complessivo di riforma del fisco», allargamento della contrattazione in quei settori, come il terziario e il commercio in cui, in alcuni casi, «si registrano modalità di sfruttamento del lavoro a cui non siamo preparati».

A Renzi sì e no Sulla stretta attualità, rappresentata dai provvedimenti annunciati dal premier Renzi, Sorrentino ha aggiunto: «Al governo diciamo alcuni sì e alcuni no, perché se accogliamo con soddisfazione i provvedimenti di riduzione fiscale a vantaggio di lavoratrici e lavoratori e l’intervento sulle rendite, non possiamo invece nascondere la nostra preoccupazione per gli interventi sul lavoro, in particolare sui contratti a termine, sull’apprendistato e per il mancato intervento fiscale sui redditi da pensione». Infine, Sorrentino ha sottolineato come il governo non possa considerare «un orpello» il confronto con le organizzazioni sociali. «Il migliore di noi da solo non ce la fa – ha detto il segretario nazionale della Cgil – non ci interessa la forma con la quale si arriva al dialogo, ma che il dialogo e il confronto ci siano per evitare che si commettano errori nel percorso di necessario cambiamento delle politiche economiche e industriali di questo paese».

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