Una caduta libera che porta il tasso di disoccupazione oltre i livelli del 1994. I dati sull’occupazione, sulla produzione industriale e sui consumi continuano ad indicare per l’Umbria un drammatico declino. Lo rivela il nuovo Focus Economia Umbria, a cura dell’Ires Cgil Toscana, presentato insieme alla manifestazione della Cgil nazionale di sabato: “Lavoro, dignità e uguaglianza. Per cambiare l’Italia”, dove un operaio Ast parlerà dal palco.
Rapporto Ires «Siamo di fronte ad un ulteriore peggioramento del quadro – ha detto il segretario generale della Cgil Umbria, Mario Bravi, affiancato da Giuliana Renelli della segreteria regionale e Vincenzo Sgalla, segretario della Camera del lavoro di Perugia – con altri 3.600 posti di lavoro persi nel secondo trimestre 2014 (dopo gli 8mila e 300 andati in fumo nel primo) e un rischio sempre più concreto di recessione e deflazione». Ma il dato sull’occupazione, già di per sé drammatico, non è nemmeno esaustivo: «Non tiene conto delle migliaia di cassaintegrati – ha aggiunto Bravi – e nemmeno di quei 630 lavoratori ex Merloni che dal 12 ottobre sono entrati a tutti gli effetti nella folta schiera dei disoccupati». Ci sono poi gli inattivi, che aumentano, mentre la dinamica dell’industria manifatturiera si caratterizza per un nuovo e inaspettato arretramento, con un indice che su base tendenziale perde l’1,7% dopo la fase di stagnazione registrata nel precedente trimestre (-0,1%). Ancora peggio fa il commercio al dettaglio (-3,3%), a dimostrazione di come quella in essere sia ormai soprattutto una crisi dei consumi, anche quelli essenziali (alimentari, sanità, etc.).
SCARICA IL RAPPORTO IRES UMBRIA
Troppa precarietà Tornando al lavoro, un dato eclatante è quello sulla quota sempre più ridotta di occupazione stabile, a favore di forme precarie o comunque a tempo. «Chi, come il presidente Renzi, continua a predicare la necessità di flessibilizzare ancora il mercato del lavoro in Italia dovrebbe dare un’occhiata a questi dati – ha commentato Mario Bravi – perché in Umbria ormai nemmeno il 9% degli avviamenti sono a tempo indeterminato, tutto il resto ricade nella folta pletora di contratti a tempo, parasubordinati, precari e via dicendo».
Legge di stabilità Ecco perché la Cgil contesta radicalmente le ricette del governo, dal Jobs Act alla legge di stabilità: «Abbiamo anche un esempio clamoroso in casa nostra – ha continuato Bravi – come ha fatto notare la presidente della Regione, Catiuscia Marini, viviamo il paradosso di una multinazionale, la Thyssen, che a Terni riceverà un bonus di circa 7 milioni di euro dal taglio dell’Irap grazie alla manovra del governo Renzi, mentre manda a casa centinaia di lavoratori».
Manifestazione Se questo è il quadro di premessa, parlare delle ragioni della manifestazione di sabato 25 ottobre a Roma viene quasi da sé: «C’è bisogno di dare un segnale forte – ha detto ancora il segretario della Cgil dell’Umbria – e le adesioni che abbiamo ricevuto e continuiamo a ricevere ci dicono che questa necessità è largamente condivisa. Saremo almeno 5mila dall’Umbria, con tantissimi giovani, lavoratori, precari, studenti. Dalla regione partiranno oltre 60 pullman e poi molti si muoveranno con le auto e con i treni».
Ast sul palco Tra l’altro l’Umbria sarà rappresentata in piazza San Giovanni proprio da un lavoratore di Ast. «Stefano Garzuglia, delegato della Rsu delle Acciaierie per la Fiom Cgil – ha annunciato Bravi – parlerà dal palco per la categoria dei metalmeccanici e rappresentando anche le tante vertenze dell’Umbria. Ma sia chiaro – ha concluso Bravi – quella di sabato sarà una tappa importanza di una mobilitazione che è solo all’inizio. Già lunedì infatti noi segretari generali saremo di nuovo a Roma per decidere insieme le prossime tappe».
