di Daniele Bovi
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Da sei mesi senza un soldo e persi tra i corridoi della burocrazia ministeriale. Alla Cfm di Corciano, storica azienda del settore metalmeccanico della provincia di Perugia, i lavoratori attendono da gennaio una risposta sulla loro richiesta di cassa integrazione straordinaria. Come denuncia la Fiom Cgil di Perugia infatti, sei mesi fa Confindustria e sindacato hanno sottoscritto una richiesta che non ha ancora avuto alcuna risposta. «Riteniamo inaccettabile – spiega il sindacato in una nota -, per un paese che si definisce normale, gettare nella disperazione più totale lavoratori che da sei mesi non percepiscono un euro e non hanno la benché minima idea di quando riusciranno ad ottenere una risposta certa. Ci chiediamo se al ministero si rendano conto del disagio che stanno arrecando ad intere famiglie e, soprattutto, se i responsabili di tali disagi spiegheranno i motivi per cui una richiesta di Cigs ha necessità di oltre sei mesi per una semplice risposta».
Presidio Mercoledì alle 11 si terrà un presidio di fronte ai cancelli di un’azienda che «dopo i fasti del passato – racconta la Fiom perugina – si è ritrovata, da circa un anno a questa parte, ad una condizione di immobilismo totale». La Cfm ha incontrato «varie difficoltà, lavorative, finanziarie e via dicendo, che stanno mettendo in discussione la vita stessa dell’azienda. I lavoratori – spiega il sindacato – sono ancora in attesa di veder saldata la propria parte di stipendio con l’azienda e il settore impiegatizio soffre di arretrati di svariati mesi». Più a sud, tra le tante storie dell’Umbria in crisi c’è anche quella della Coagri di Todi. Una quindicina di famiglie ormai da mesi senza più ammortizzatori sociali e in attesa di un imprenditore che rilevi e rilanci questa realtà del settore ortofrutticolo.
La crisi Coagri Nei giorni scorsi l’ennesima assemblea dei lavoratori, in prevalenza donne, con la Cisl che ricorda «il più volte manifestato interesse da parte di un imprenditore del settore a rilevare la struttura – è detto in una nota – , riassorbendo alle proprie dipendenze tutti i lavoratori». All’amministrazione comunale il sindacato ricorda «il percorso risolutivo da intraprendere, nel quale la stessa si faceva promotrice», e chiede che si riapra al più presto il tavolo di confronto. Tornando in tema di ammortizzatori sociali, secondo il bollettino diffuso nei giorni scorsi dall’Inps, a maggio in Umbria sono state autorizzare un milione e 856 mila ore di cassa integrazione contro i 2,4 milioni dello stesso mese 2012. La crescita a maggio è di quasi 300 mila ore rispetto al mese precedente e di 860 mila in confronto a marzo.
I numeri Inps Il calo rispetto al maggio 2012 risente del drastico calo dei soldi a disposizione delle Regioni per finanziare la cassa integrazione in deroga. «L’analisi dei dati relativi all’andamento della Cig – ha infatti commentato il presidente dell’Inps Mastropasqua presentando il rapporto – è influenzato dell’andamento della cassa integrazione in deroga, il cui forte calo è dovuto sostanzialmente ai noti problemi di finanziamento. Dal punto di vista dei numeri, il dato relativo alla Cigd finisce per influenzare in maniera sostanziale il dato complessivo della cassa integrazione: se si escludesse la Cigd, ci troveremmo infatti a confrontare i 73 milioni di ore autorizzate fra Cigo e Cigs nel maggio 2013 con i 71,5 milioni di ore autorizzate nel maggio 2012».
