di Daniele Bovi
«Enel ci ha fatto capire chiaramente che l’anno prossimo vuole dismettere la centrale di Bastardo e che vuole ridimensionare quella di Pietrafitta». A dirlo sono Vasco Cajarelli della Cgil, Pierpaola Pietrantozzi della Cisl, Andrea Calzoni della Filctem Cgil, Maurizio Ottaviani della Flaei Cisl e Doriana Gramaccioni della Uiltec Uil che in modo unitario giovedì mattina hanno convocato la stampa per fare il punto sulla vicenda dopo l’incontro di martedì, quando intorno al tavolo si sono seduti Cgil, Cisl, Uil, i sindaci delle aree interessate, la Regione e l’azienda.
Scatta la protesta I rappresentanti dei lavoratori si sono detti pronti «a difendere con le unghie e con i denti le due centrali» e chiedono alle istituzioni di farsi carico della vicenda e a Enel di presentare dei piani di rilancio. «L’azienda deve mettere sul tavolo progetti, magari con il supporto delle istituzioni, mentre queste ultime devono alzare la voce. Questa accelerazione che abbiamo notato non serve, serve invece tempo per trovare progetti di rilancio per due realtà ormai fuori mercato. La cosa più ipocrita, e a Enel lo abbiamo detto, è che stanno smantellando le centrali lentamente per poi metterci di fronte al fatto compiuto. Noi non ci stiamo». Anche perché «l’Umbria, regione che ha crediti nei confronti di Enel, rischia di perdere l’energia e la sua strategicità produttiva se non saranno presentati piani di riconversione e sviluppo per le due realtà produttive».
Politica del carciofo In ballo c’è il futuro di centinaia di famiglie: in tutto sono 69 i lavoratori di Bastardo mentre 39 quelli di Pietrafitta; oltre a loro vanno aggiunte altre 200 persone che ruotano intorno all’indotto. Nel pomeriggio si terrà una prima assemblea con i dipendenti di Bastardo, mentre lunedì con quelli di Pietrafitta: «Insieme a loro – dicono i sindacati – decideremo il percorso da fare ma in primis diciamo no alla “la politica del carciofo”, a “scelte che progressivamente stanno depauperano due realtà produttive e un intero territorio».
Twitter @DanieleBovi
