Il senatore Gianluca Rossi

di Re.Te.

Le tensioni, nel tessuto produtivo ternano, com’è noto non riguardano solo l’acciaio, ma anche la chimica. Il futuro del polo chimico – con il persistente silenzio di Basell in relazione alla vendita delle aree di sua proprietà – è un altro tema ‘caldo’ e che rischia di provocare ulteriori momenti di frizione.

L’interrogazione Il senatore Gianluca Rossi (Pd) aveva presentato un’interrogazione in commissione industria, al riguardo, ma le risposte che ha ricevuto, dal sottosegretario al ministero dello sviluppo economico, Simona Vicari, sono state sconfortanti: «e destano preoccupazione – dice Rossi – perché non traspare alcuna consapevolezza dello spessore della vicenda. Ho chiesto conto delle intenzioni di vendita di Basell e dell’accordo di programma per la reindustrializzazione: le spiegazioni della sottosegretaria Vicari non fanno luce su nessuno dei quesiti».

La miopia Secondo Rossi, anzi, «le dichiarazioni del governo certificano che si è ritagliato un ruolo di mero ‘notaio’ della trattativa in corso, ormai stagnante da tre anni, col rischio di arenarsi definitivamente. La sottosegretaria ha incentrato la sua risposta sulla bonifica dell’area, questione rilevante, ma non dirimente, e sul cluster della chimica verde approvato dal Miur. C’è il rischio di sfiorare il paradosso: se si prosegue di questo passo, potremmo avere il cluster, ma non più la chimica» Secondo il senatore del Pd «è ormai abbastanza chiaro che Terni rischia di diventare città simbolo della miopia della politica industriale italiana».

Le tensioni I fatti di mercoledì, con gli incidenti che hanno caratterizzato la manifestazione dei lavoratori delle acciaierie, secondo Gianluca Rossi, «mostrano che è l’intero Paese ad essere attraversato da tensioni sociali: spero si colga l’occasione di trovare nuove energie, che devono essere catalizzate dal governo nazionale, per rilanciare e mettere in sicurezza una realtà industriale ancora tenace e in grado di ritornare ad essere un traino per economia nazionale».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.