Sale la protesta dei pendolari umbri contro le nuove regole per la carta ‘Tutto Treno Umbria’ frutto dell’accordo tra Trenitalia e la Regione. In particolare, alle stazioni sono apparsi avvisi che spiegano come dal 24 gennaio le nuove carte ‘Tutto Treno Umbria’ di seconda classe (quelle emesse in precedenza mantengono le vecchie caratteristiche) salgono a 250 euro per distanze fino a 100 km e 450 per distanze superiori; è sospesa la vendita con validità semestrale e quella per la prima classe; le carte consentono l’accesso agli Intercity in seconda classe ma non più ai Frecciabianca.
Pendolari protestano «Come pendolare da Terni a Roma – si lamenta in una lettera a Umbria24 Gabriele Nardini – vi segnalo la seguente nuova fregatura servita da Trenitalia e dalla Regione dell’Umbria ai pendolari umbri: i possessori della Carta Tutto Treno, abbonamento che si lega all’abbonamento regionale e che permetteva da anni di salire anche sui treni Intercity e Frecciabianca (ex Eurostar) oltre a subire un aumento di 100 euro su 350 annuali, non permetterà più di far salire i pendolari sui treni Frecciabianca. Il treno Freccia Bianca, unico rimasto dei 4 treni Eurostar che circolavano in Umbria fino al 2011/12, ora transita a Terni alle ore 9:36 della mattina (direzione Roma), mentre parte da Roma Termini alle ore 17:38 per essere a Terni alle 18:28. Unico treno veloce che, soprattutto nella fascia pomeridiana/seral,e consente a molti pendolari umbri di rincasare ad un orario umano. Questo cambio genererà un grosso afflusso di persone sul treno delle 17:58, che se prima non fermava ad Orte (ripristinata la fermata dopo le contestazioni ed il blocco della stazione laziale con al seguito pendolari, sindaci e parlamentari), ora oltre agli umbri e ai laziali dovrà “ospitare” anche i pendolari del Frecciabianca compromettendo la sicurezza di chi viaggia. Vi chiedo un intervento deciso atto a scongiurare ogni possibile declassamento del territorio umbro ed ogni problema di sicurezza dei cittadini».
Pd: «Regione intervenga» Ad appoggiare la protesta anche il dipartimento Trasporti e infrastrutture del Pd dell’Umbria, insieme a Daniela Pimponi, della segreteria Pd di Terni. «Dopo la cancellazione di molte coppie di Eurostar negli ultimi anni, i treni ‘veloci’ rimasti a collegare l’Umbria con il resto dello stivale sono soltanto due coppie di Intercity e una di Eurostar Frecciabianca – si legge in una nota -. Chiediamo alla Regione Umbria di intervenire affinché sia consentito agli umbri di continuare ad usufruire di tutte le tre coppie di treni e perché all’aumento del costo corrisponda un effettivo aumento della qualità del servizio. Chiediamo inoltre ai Parlamentari umbri di farsi carico di una seconda questione, non meno rilevante. I viaggiatori umbri e i tanti turisti che scelgono il treno per visitare la nostra Regione, pagano biglietti ed abbonamenti in base ad un chilometraggio ancora calcolato in base alla lunghezza della linea storica, inaugurata agli albori del Regno d’Italia. Oggi però i treni percorrono la linea direttissima. Questo probabilmente in virtù del DM6925 del 1974 che consente di non tenere in considerazione le abbreviazioni dovute a ‘nuove linee direttissime’, a scapito degli utenti. La direttissima risale però agli anni ’70: è probabilmente giunto il momento di aggiornare il concetto di ‘nuova linea’».
Liberati (M5s): «Marini si faccia sentire» E anche il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Assemblea legislativa dell’Umbria, Andrea Liberati, chiede alla presidente della Giunta, Catiuscia Marini, di intervenire presso Trenitalia. «Nonostante l’incremento del 30 percento del costo della carta ‘Tutto Treno’ – dice – i pendolari umbri non avranno alcun treno veloce a disposizione per raggiungere Roma e dovranno affollare ulteriormente e con ulteriori spese l’unico convoglio che rientra dalla Capitale nel tardo pomeriggio. L’esponente dell’opposizione consiliare sottolinea che «Trenitalia, pur raccogliendo dalla Regione Umbria circa 100 mila euro al giorno per un discutibile servizio pendolari, oggi, sempre più famelica, pretende altri soldi direttamente dagli utenti. I quali legittimamente respingono un atto equivalente ad un autentico insulto. Sarebbe utile che la presidente si facesse per una volta sentire, avviando una vertenza vera e propria contro Trenitalia, tornando al fianco di lavoratori e studenti, donne e uomini altrimenti dimenticati dai palazzi della politica: almeno fino alla prossima campagna elettorale».
Forza Italia «Convocare i pendolari in commissione Trasporti dell’assemblea legislativa per affrontare con loro le problematiche relative ai trasporti ferroviari della Regione anche a seguito delle pessime novità che i pendolari ternani hanno scoperto relativamente alla impossibilità di non poter più usufruire, con la carta ‘Tutto treno’, di Intercity e Freccia Bianca – è quanto propone il capogruppo Fi a Palazzo Cesaroni Raffaele Nevi -. A ciò si aggiunge anche l’aumento del biglietto. E’ ora che l’Assemblea Legislativa si interessi di questo popolo silenzioso di persone che è costretta a prendere il treno per recarsi al lavoro. Ho scritto una lettera a Eros Brega – annuncia -, al presidente della seconda commissione chiedo l’attivazione immediata di un tavolo di confronto». A Palazzo Spada a terni invece il presidente di I love Terni Enrico Melasecche scrive al sindaco rimbalzando richieste alla Regione: «Intervenga immediatamente nei confronti di Palazzo Donini che ha rapporti diretti con Trenitalia per eliminare le recenti scelte che danneggiano i pendolari».
