Licenziati 41 lavoratori Basell

di Iv. Por.

Quarantuno lettere di licenziamento invece degli auguri di «Buon anno» per i lavoratori Basell. Dopo le istituzioni ternane, anche la regione stigmatizza il comportamento della multinazionale, che si è rifiutata di chiedere il prolungamento della cassa integrazione. Sono questi 41 lavoratori l’emblema di un 2011 sofferto e augurando a loro un 2012 migliore lo facciamo a tutti gli umbri e non che vivono un momento difficile.

Solidarietà e vicinanza «Esprimiamo innanzitutto la solidarietà e vicinanza ai lavoratori della Basell che si vedono recapitare le lettere di licenziamento nell’imminenza del Capodanno, nonostante gli interventi e gli appelli della Regione, delle istituzioni locali e del Ministero dello Sviluppo Economico ai vertici americani, europei ed italiani della multinazionale della chimica». È quanto dichiarano la presidente della Giunta regionale Catiuscia Marini e l’assessore regionale allo sviluppo economico Vincenzo Riommi, commentando la decisione dell’azienda di procedere alla rescissione dei rapporti di lavoro con 41 dipendenti.

Atteggiamento incomprensibile «Quello di Basell – affermano – è un atteggiamento immotivato ed incomprensibile rispetto alla delicatezza della situazione del Polo Chimico di Terni ed alla necessità di avviare un percorso complesso di reindustrializzazione sul quale in queste settimane avevamo registrato positivi e concreti segnali di una nuova prospettiva».

La Cig era a disposizione «La messa a disposizione da parte della Regione della cassa integrazione in deroga in favore di tutti i lavoratori Basell anche per il 2012 – proseguono Marini e Riommi – confermata più volte e da ultimo ufficialmente al Tavolo ministeriale dello scorso 22 dicembre, di fatto senza alcun onere per l’azienda, aveva infatti la specifica funzione di accompagnare la definizione tecnica delle iniziative industriali e del nuovo assetto delle funzioni di servizio all’interno del sito in una condizione di maggiore tranquillità e di coesione sociale. Il tutto anche alla luce della dichiarata disponibilità dell’impresa ad aprire in tempi rapidi la trattativa sulla cessione delle aree di proprietà della stessa all’interno del compendio industriale di Terni».

Vittime di scelte altrui «Lavoratori e territorio – sottolineano – si trovano anche in questo caso a dover subire decisioni di dismissioni industriali, senza aver tutele normative, in particolare di livello europeo, in grado di contrastare o attenuare gli impatti di scelte che appaiono rispondere a mere ragioni di convenienza e strategia interne che però impattano pesantemente sul tessuto sociale e produttivo dell’Umbria».

Presto un tavolo «Nei primi giorni della prossima settimana – concludo la presidente Marini e l’assessore Riommi – convocheremo un incontro urgente con la Provincia ed il Comune di Terni ed i sindacati per verificare e valutare opportunità e strumenti per supportare il reinserimento lavorativo e lo stato di avanzamento dei progetti più importanti per lo sviluppo del Polo Chimico di Terni».