Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio

di Iv. Por.

Seppur caratterizzato da elementi di ripresa, sia a livello internazionale che nazionale, il 2010 ha rappresentato per le imprese un periodo di difficoltà e incertezza, con una ripresa non ancora consolidata, in presenza di una domanda domestica debole e di pressioni sui margini dovute al recupero dei prezzi delle materie prime e dei beni intermedi. Il presidente della Camera di commercio di Perugia Giorgio Mencaroni ha sintetizzato così i risultati del terzo Dossier sugli Effetti della crisi sul sistema economico provinciale relativi al III quadrimestre del 2010.

Mencaroni: segnali di ripresa «I risultati dell’indagine – ha detto Mencaroni – restituiscono un quadro dell’economia perugina in cui le criticità prodotte dalla recessione continuano ad esercitare effetti negativi sulla struttura produttiva locale. Allo stesso tempo, tuttavia, è comunque possibile leggere indicazioni su una ripresa in atto, sebbene ancora poco robusta».

Migliora la produzione L’andamento qualitativo per quadrimestre dei principali indicatori di performance, mostra, infatti, un progressivo miglioramento, in termini congiunturali, dello scenario economico locale nel corso del 2010. Basti pensare che il saldo negativo tra le percentuali di risposte “in aumento” e “in diminuzione” delle imprese in merito alla Produzione è passato dai -43,5 punti percentuali del primo quadrimestre ai -24,5 punti del secondo, attestandosi, poi, a -22 punti percentuali nell’ultimo quadrimestre. Analogamente, il terzo quadrimestre 2010 ha segnato un’evoluzione favorevole del saldo negativo del fatturato, che ha raggiunto i -18 punti percentuali, a fronte dei -39 punti del primo quadrimestre e dei -20 del secondo.

Dagli ordini segnali negativi È opportuno fare alcune considerazioni aggiuntive in merito all’andamento del portafoglio Ordini. Se l’incidenza  delle risposte di aumento è rimasta stabile, a quota 17,5%, rispetto a quanto rilevato per il secondo quadrimestre con la precedente indagine, le risposte di diminuzione hanno segnato, invece, un lieve incremento (dal 36% al 39,5%). Considerando che il portafoglio Ordini assume le caratteristiche di variabile anticipatrice, dai dati suddetti è ragionevole supporre che, nonostante la ripresa produttiva, il percorso di recupero sia ancora lungo e non privo di criticità.

Bene il manufatturiero, male il turismo A livello settoriale sono stati evidenziati, in primo luogo, i  segnali di dinamicità del settore Manifatturiero. Il saldo tra le risposte di aumento e di diminuzione del giro d’affari è passato, infatti, dapprima, da -28 a -20 punti percentuali tra il primo ed il secondo quadrimestre, attestandosi, poi, a -4 punti percentuali nell’ultimo quadrimestre; trend che riflette, in sostanza, l’andamento dei livelli produttivi. Con riferimento al commercio ed al turismo, si rileva, viceversa, per il terzo quadrimestre 2010, un arretramento congiunturale dei saldi, sia del fatturato.

Meglio chi è strutturato L’analisi dei dati disaggregati per tipologia di impresa rivela, ancora una volta, come le aziende più strutturate (sia in termini di addetti che di fatturato) abbiano mostrato una maggiore capacità di tenuta alla fase recessiva, insieme alle aziende che svolgono una abituale attività di export ed alle aziende più mature (costituitesi prima del 1990). Da notare, nello specifico, come il saldo tra le segnalazioni di aumento e diminuzione congiunturale della produzione e del giro d’affari delle imprese con oltre 10 addetti e con oltre 1 milione di euro di fatturato, sia positivo, in particolare per quest’ultimo gruppo di imprese (il valore del saldo si aggira intorno ai 20 punti percentuali).

Bene l’export Va rimarcato, infine, l’andamento decisamente favorevole delle imprese che realizzano scambi commerciali con l’estero, con il 52,4% degli imprenditori intervistati che afferma di aver registrato un incremento dei livelli produttivi e delle vendite.

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