«Servono chiarezza e impegno da parte delle istituzioni sul futuro occupazionale della Key4Up. Massima attenzione alle nuove norme del Job Act», scrive Sinistra per Terni. «La città sta lentamente morendo. E’ necessario un intervento tempestivo ed incisivo per fare in modo che la nostra città non sprofondi nel baratro», è invece la Lega Nord. La vicenda dei 150 lavoratori del call center K4up muove ancora la politica in attesa di azioni concrete da parte dell’azienda e delle istituzioni.
Occhio al Job Act «Bene l’impegno delle prefettura – scrive Sinistra per Terni – a convocare un tavolo a cui prenderanno parte anche i committenti nazionali, Telecom e Eni. Bene l’interessamento del consiglio comunale che il prossimo 10 marzo ospiterà i rappresentanti dei lavoratori in commissione. E’ urgente però fare presto chiarezza, perché in ballo c’è il futuro di circa 150 famiglie, che non possono certo aspettare i tempi a volte troppo lunghi della politica. Per questo Sinistra per Terni esprime piena solidarietà ai lavoratori e appoggio alle loro iniziative. Inoltre notiamo che le nuove norme dettate dal Job Act già creano molta enfasi in alcuni imprenditori, che con la scusa di attendere nuovi sviluppi legislativi rischiano di avviare procedure poco trasparenti e pericolose per i lavoratori. Il rischio è che queste procedure diventino poi la norma da qui in avanti. Sinistra per Terni vigilerà su tali meccanismi, portando eventuali casi all’attenzione delle istituzioni competenti».
La Lega attacca «I lavoratori K4up e Overing di Terni – scrive la Lega Nord Terni – rappresentano aziende che si sono sempre distinte a livello nazionale per la professionalità e diligenza degli operatori e per i risultati produttivi. Oggi si ritrovano a protestare per la mancata corresponsione della mensilità di gennaio, di cui hanno percepito solo la metà e per il licenziamento di 20 unità lavorative a causa della cessazione dell’attività di Overing da domenica 1 marzo. Si tratta di lavoratori, prevalentemente di sesso femminile per i quali, viste le difficili condizioni economiche in cui versa la nostra città, sarà difficile trovare una nuova collocazione lavorativa e che, stante la natura del contratto a progetto che li lega all’azienda presso cui sono impiegati, non usufruiranno né di liquidazione né di ammortizzatori sociali. Auspichiamo che nei prossimi giorni la dirigenza aziendale in questione faccia chiarezza e sollecitiamo anche un intervento tempestivo da parte delle nostre istituzioni locali ed i sindacati».
La protesta Intanto la protesta dei lavoratori prosegue. Per giovedì era stato fissato un incontro tra i rappresentanti aziendali e i sindacati che seguono la vicenda. Incontro che però potrebbe slittare a dopo il 10 marzo, giorno in cui i sindacati saranno ascoltati dai capigruppo in consiglio comunale.
