Una vendemmia da record, ma in negativo. Secondo Fedagri, il braccio agricolo di Confcooperative, quella che sta iniziando passerà agli annali per l’impatto sull’economia dell’Umbria. «Quella che si sta delineando in Umbria sarà forse la vendemmia quantitativamente più scarsa di sempre. Il caldo africano eccezionalmente prolungato e il susseguirsi di anticicloni con botte da 40 gradi e oltre sta incidendo in maniera pesantissima sul raccolto per il quale si può facilmente prevedere una calo quantitativo di uve superiore al 40%».
Standard di eccellenza in pericolo A lanciare l’allarme è il presidente di Fedagri-Confcooperative, Tommaso Petroni, secondo il quale «indubbiamente quella che stiamo mettendo alle spalle è stata una delle estati più calde di sempre ed ha colto pertanto impreparati i produttori vitivinicoli della nostra regione. Nelle 11 Cantine cooperative della nostra regione, che raccolgono poco meno della metà della produzione vitivinicola regionale ed associano oltre 6.000 soci produttori, si prospetta una vendemmia piuttosto complicata per poter tentare di salvare in cantina una qualità adeguata agli standard di eccellenza raggiunti negli anni passati».
In pericolo le aziende A fargli eco è il direttore di Fedagri Lorenzo Mariani: «La flessione quantitativa, che per certe aree e tipologie di uve bianche è destinata a raggiungere e superare anche il 60% rispetto alla scorsa annata nella quale già ci si era attestati a consuntivo in un calo generale del 15% circa, crea indubbie problematiche ai produttori ma anche, e soprattutto, alle strutture di vinificazione, cooperative e non. Poter pianificare, infatti, politiche commerciali con quantitativi di uve eccezionalmente contenuti risulta assai complicato in strutture che negli anni hanno realizzato o stanno realizzando importanti investimenti, volti a migliorare la qualità dei vini: investimenti che comportano ammortamenti a medio lungo termine. Questa situazione andrà inevitabilmente ad assommare crisi su crisi».
Stato di calamità Fedagri-Confcooperative, insieme ad Anca Legacoop ha inviato all’assessore Fernanda Cecchini una lettera congiunta nella quale «si sollecita – spiega Petroni – la massima attenzione sugli effetti deflagranti che la situazione rischia di creare nel comparto vitivinicolo regionale, riconoscendo al contempo la tempestività dell’azione già posta in essere dall’Assessorato a metà agosto per richiedere il riconoscimento dello stato di calamità indispensabile per accedere al Fondo di solidarietà nazionale».
Speranza aumento dei prezzi Riamane, tuttavia, una speranza: «In questa situazione – conclude Mariani – che coinvolge tutta la produzione vitivinicola nazionale ed europea, l’auspicio è che si possa registrare un incremento dei prezzi dei vini, obiettivo tuttavia molto difficile da realizzarsi in considerazione del perdurare della crisi dei consumi mondiale, che lascia prevedere un autunno ed un inverno caldi sul fronte dei generi alimentari».

