Maurizio Troccoli

Delinea uno spaccato sull’Umbria del lavoro e dell’economia sfibrata, in una video-intervista alle telecamere di Umbria24.it, il segretario della Cgil dell’Umbria, Mario Bravi. Quindi punta il dito sull’attenzione e la sensibilità alle tematiche del lavoro da parte delle istituzioni, della politica e delle altre sigle sindacali, per una strategia di lotta verso cui l’attenzione sembra affievolirsi. Dalla crisi della Merloni, sulla quale evidenzia una importanza nazionale, alle cifre della cassaintegrazione che vede l’Umbria, «come la seconda regione d’Italia» per le dimensioni dell’emergenza, fino al panorama dei giovani su cui l’attenzione del sindacato deve essere maggiore – dice ancora Bravi – se non si vuole perdere il legame tra le nuove generazioni e i sindacati storici. «E’ da sciacalli pensare che il peso della crisi debba gravare tutto sui giovani che sono i sogetti più deboli». Marca la differenza, Bravi, tra il sindacato della Cgil e la strategia di Paese e di futuro che gli altri sindacati mettono in campo per uscire dalla crisi. E delinea la differenza tra l’Italia e la Francia per rendere meglio l’idea su come sia quella della Cgil, l’unica strategia valida per la fuoriuscita dalla crisi attraverso una line di lotta e di ferma protesta verso la condotta del governo, per la quale gli altri sindacati non sembrano prendere apertamente le distanze, denuncia ancora il segretario umbro della Cgil. Tutti i dettagli nella video-intervista

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