(foto Fabriz)

di Chiara Fabrizi
Twitter @chilodice

Cambio di strategia per l’assalto a Bps. La Clitumnus del professor Francesco Carbonetti, in mano un accordo con tredici investitori e circa 60 milioni rastrellati, all’Opa (offerta pubblico di acquisto) annunciata alla fine di gennaio preferirebbe l’aumento di capitale riservato, in virtù, si legge nella nota diramata martedì su richiesta della Consob, «delle modifiche radicali in cui si inquadra l’operazione». Più precisamente a causa del rifiuto di Scs, controllante di Bps, all’offerta esplorativa presentata un paio di mesi fa e, soprattutto, il commissariamento di palazzo Pianciani.

IL COMMISSARIAMENTO DELLA BANCA 

Il possibile intervento La disponibilità all’acquisizione del controllo dell’istituto di credito umbro non è stata ancora formalizzata, ma il passo di Carbonetti e dei tredici soci si è allungato. Da attendere, come si legge nella nota, c’è la definizione della modalità «del possibile intervento» su Bps targato Clitumnus a cui, inutile dirlo, stanno lavorando i commissari che Bankitalia ha spedito a metà febbraio a Spoleto. Ma nell’accordo fresco di perfezionamento gli investitori parlano «di un’acquisizione che in via preferenziale consisterà nella sottoscrizione di un aumento di capitale della banca riservato a Clitumnus che, alla luce dei termini e modalità in cui si articolerà, verificherà l’esistenza di una fattispecie esentiva dell’obbligo di promuovere un’Opa».

Chi sono i 13 investitori A sottoscrivere l’accordo con la Clitumnus sono stati 13 investitori, tra cui Fondazioni e imprenditori di spicco fortemente legati al territorio. A fare la parte del leone nel patto da 60 milioni è la Fondazione Cr di Perugia del presidente Carlo Colaiacovo che da sola è pronta a mettere sul piatto 27.5 milioni, decisamente più contenuta la disponibilità della Fondazione Cr di Orvieto che si ferma 1.65 milioni. In campo, come era già trapelato, Coop centro Italia con poco più di 11 milioni. Segue Net Insurance, compagnia assicurativa controllata dalla famiglia Amato, disponibile a impegnarsi con 7.5 milioni di euro.

C’è anche Urbani Segue la Financo srl della famiglia Colaiacovo (2.2 milioni), l’ingegnere Enrico Ricci (2.2 milioni), i fratelli Monini di Spoleto (1.5 milioni), Luigi Metelli di Foligno (1.1 milioni), Briziarelli di Marsciano (1.1 milioni), Bianconi di Assisi (1.1 milioni), Urbani di Scheggino (1.1 milioni), i proprietari dei Molini Spigadoro di Bastia (1.1 milioni) e la Ecosuntek, azienda del fotovoltaico di Gualdo Tadino (1.1 milioni). Ma l’elenco potrebbe allungarsi. Già, perché nella nota si legge: «L’accordo è aperto ad altri investitori che siano graditi a quelli attuali fino a concorrenza dei 102 milioni».

Chiusura positiva in Borsa La nota della Clitumnus sembra aver fatto bene al titolo della banca spoletina che a Piazza Affari ha chiuso la giornata con un +3,24% a quota 1,85 euro. Oltre 14 mila i pezzi scambiati in 28 contratti per un controvalore complessivo di 26 mila euro. Una chiusura positiva che arriva dopo quella molto negativa di venerdì, ultimo giorno di contrattazioni prima della pausa pasquale quando il titolo aveva lasciato sul campo il 2,6% (1,79 euro).

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