di Chiara Fabrizi
Un blitz in piena regola. Gli operai della Ims, ex-Pozzi, hanno manifestato di nuovo. E stavolta per far sentire la propria voce hanno scelto il municipio. Sono arrivati poco dopo le 18, hanno appeso un paio di striscioni e poi hanno chiesto di poter partecipare al tavolo tra amministrazione, capigruppo consiliari e sindacati che, una volta conclusa la seduta del consiglio comunale, avrebbe dovuto fornire chiarimenti sulla delicata situazione dell’Industria metallurgica spoletina. E quello che chiedevano l’hanno ottenuto: la seduta del massimo consesso cittadino è stata sospesa con largo anticipo, gli operai sono stati fatti accomodare in un’aula consiliare gremita, hanno ascoltato gli interventi dei rappresentanti dei lavoratori e di quelli dei cittadini e in più di un’occasione sono intervenuti per correggere e puntualizzare le parole dei sindacalisti o più semplicemente per sottolineare aspetti tecnici della produzione su cui a loro dire non si stava dando la giusta valenza.
«Più soldi, meno bugie», «stipendi subito» I due striscioni che ieri campeggiavano in piazza municipio riassumono in sei parole l’umore degli operai fortemente minato, oltre che dalle insicurezze circa il futuro dell’azienda, dai mancati pagamenti degli stipendi di agosto. La garanzia data lunedì fuori dai cancelli dello stabilimento dal direttore generale Massimo Santoro – che ricopre anche le cariche di amministratore delegato e di direttore dell’area commerciale – non è stata rispettata. Gli stipendi di agosto non sono stati pagati neanche questa settimana. Forse, è stato detto ieri nel corso dell’incontro, i lavoratori potranno mettere in tasca i loro soldi il 4 ottobre (ben 47 giorni dopo il regolare giorno di paga) quando la proprietà dovrebbe, il condizionale continua ad essere d’obbligo, versare un acconto di un migliaio di euro. Inutile dire che l’ennesimo slittamento sul pagamento degli stipendi sta creando serie difficoltà alle famiglie dei 300 operai occupati nello stabilimento. «Ci sono – hanno spiegato gli operai – affitti e bollette da pagare, c’è la spesa da fare, i libri dei figli da comprare, noi non ce la facciamo più e così non possiamo più andare avanti, stiamo perdendo il sonno, le incertezze non ci fanno dormire la notte».
Sindacati e lavoratori Che gli operai della Ims non si sentissero granché rappresentanti dalle sigle sindacali si sapeva. Ieri, però, più di un operaio ha chiesto la parola in aula per precisare: «Se ci siamo presentanti in massa qui e abbiamo scelto di partecipare in prima persona è perché non ci fidiamo dei nostri rappresentanti. Sì, perché tanto per dirne una – è stato detto – se ci viene detto dai sindacati che gli stipendi verranno pagati tot giorno e poi quella data slitta dovranno essere i sindacati a comunicarcelo e a fare pressioni sull’azienda perché rispetti i suoi impegni». Agli operai, questo il fatto, i sindacati avevano comunicato la data di lunedì scorso per la riscossione degli stipendi ma poi invece dei soldi è arrivato solo un foglio di carta, la busta paga. Nessuno però, da qui la rabbia delle tute blu, glielo comunicò tanto che un’ottantina di operai scelse di piazzarsi spontaneamente davanti ai cancelli dello stabilimento per poter incontrare il dg Santoro con la speranza di ottenere qualche risposta.
«Alla Ims non bruceranno cdr» Nel clima di assoluta incertezza che aleggia sopra lo stabilimento di Santo Chiodo, negli ultimi giorni si era da più parti fatta largo l’ipotesi di una riconversione del polo metallurgico in inceneritore. «Non ci sono richieste né da parte dell’azienda né da altri soggetti – ha voluto rassicurare il primo cittadino Daniele Benedetti – sono rumors che non trovano nessun riscontro, ma in caso contrario non avrei alcun problema ad incatenarmi ai cancelli della fabbrica».
L’impegno delle istituzioni Tanti i messaggi di solidarietà e vicinanza che sia la giunta sia i singoli consiglieri hanno voluto inviare alle famiglie dei cassaintegrati della Ims unitamente all’impegno di cercare di fare luce su un quadro giorno dopo giorno più preoccupante. In questo senso è andato l’appello, lanciato da numerosi rappresentanti eletti, di coinvolgere attivamente la politica dei piani alti. Una delegazione bipartisan di parlamentari umbri è attesa per venerdì pomeriggio a palazzo comunale.
La Fiom attacca la stampa Quanto meno curioso, poi, uno degli interventi di Francesco Giannini sindacalista Fiom-Cgil che ha voluto bacchettare i cronisti locali colpevoli, a suo dire, «di non scrivere le cose come stanno, di gonfiare il delicato momento della Ims, contribuendo a creare un clima di tensione su affermazione il più delle volte imprecise e infondate».


