La cooperativa di Comunità parco Gole del Nera che gestisce le aree pubbliche delle Gole del Nera dal 2025 ha deciso di fare chiarezza dopo mesi di silenzio con una nota stampa che punta il dito su una situazione sempre più confusa, alimentata anche da una modifica su Google Maps destinata a fare discutere. Parallelamente, la famiglia Caponi, sempre attraverso un comunicato stampa, interviene per contestare l’accusa, ritendendola «lesiva per la propria immagine».

Quest’anno la piattaforma rialzata di fronte alla centrale elettrica di Nera Montoro – il solarium – è temporaneamente chiusa per lavori interni alla centrale stessa. Dopo i chiarimenti ottenuti da Umbria24 direttamente dal sindaco Lorenzo Lucarelli e poi dalla famiglia Caponi, la cooperativa intende chiarire che le Mole di Narni non sono una proprietà privata, bensì un’area geografica e naturalistica, che comprende il tratto del fiume Nera, le sponde, i percorsi e le infrastrutture realizzate negli anni con investimenti pubblici.

In particolare il nome, da alcune settimane – si legge nella nota -, starebbe creando confusione su Google maps. Chi cerca le Mole di Narni non sarebbe più indirizzato verso la sponda del fiume o verso un’area naturalistica, ma direttamente al cancello d’ingresso di una proprietà privata, con tanto di biglietto d’ingresso, sito web e numero per le prenotazioni. «La struttura in questione è la stessa che fino a poco tempo fa si chiamava Domus Octavia – scrive la cooperativa – e che ora ha adottato il toponimo storico della zona. Al contrario, la piattaforma rialzata di legno sul fiume, concessa in gestione alla cooperativa dal Comune, viene oggi indicata su maps come Solarium fiume Nera».

La famiglia Caponi sostiene che il «toponimo le Mole di Narni ricade sull’area storicamente identificata dal sistema molitorio presente nella proprietà di Alvaro Caponi, comprendente i mulini e le relative pertinenze – si legge nella nota -. La società agricola le Mole srl ha legittimamente depositato e registrato il marchio del quale è titolare esclusiva secondo le norme vigenti». Ribadita anche la natura privata dell’area, ritenuta «pacifica e documentalmente provata», e che non risultano proprietà demaniali all’interno dell’area delle Mole, fatta eccezione per l’alveo del fiume Nera. Attenzione anche sulla messa in discussione della «legittima» presenza dell’attività su Google maps, perché la procedura di acquisizione e verifica delle posizioni commerciali sulla piattaforma è disciplinata da regole precise che richiedono la dimostrazione della disponibilità giuridica del sito.

La cooperativa ha annunciato che non parteciperà più ad alcun progetto che coinvolga la società agricola le Mole srl o l’associazione le Mole di Narni Aps-Asd, almeno finché queste non modificheranno la propria posizione sul tema. «Le Mole di Narni non coincidono con una proprietà privata e non possono essere rivendicate da alcuno in chiave esclusiva». Infine, annuncia un rafforzamento della collaborazione con il Comune di Narni e con tutti i soggetti che «hanno a cuore l’interesse pubblico e il turismo come bene comune». La società agricola risponde che interverrà con azioni legali, a tutela dell’onore, dell’immagine e degli interessi economici della società.