di Danilo Nardoni

Le foreste umbre potranno tornare a essere una risorsa con il progetto «Wood4Green» che, dopo un’ampia partecipazione delle istituzioni locali, ora si apre anche al contributo delle imprese e delle associazioni di categoria interessate ad avviare la «filiera del legno». A definirlo è stato un incontro nella Sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni, a Perugia, dove è stata presentata nei dettagli l’iniziativa che, grazie quindi a un’alleanza nel tempo tra istituzioni e imprese, punta a restituire valore al patrimonio forestale dell’Umbria. È stato così presentato anche l’avviso pubblico per la partecipazione dei soggetti privati (rimarrà aperto fino ai primi di gennaio 2023, scaricabile nella sezione download del sito dedicato al progetto).

La presentazione L’evento ha visto la partecipazione, tra gli altri, del vicepresidente della Regione, Roberto Morroni, dell’assessore regionale allo Sviluppo economico Michele Fioroni e dei sindaci di Panicale e Piegaro, Giulio Cherubini e Roberto Ferricelli, in qualità di coordinatori del progetto all’interno del Patto dei sindaci per i boschi dell’Umbria occidentale che coinvolge 31 comuni. Sono stati quindi ricordati gli obiettivi di «Wood4Green Umbria»: ricerca, energia, mobilità sostenibile, un nuovo rapporto con le aree boscate, non più intese come limite all’attività economica, ma come giacimento di materiale prezioso da utilizzare e tutelare. L’obiettivo «ambizioso» – è stato spiegato – è quindi di far tornare le foreste umbre a essere popolate da alberi d’alto fusto, per produrre legno di qualità, utile alla bioedilizia e per riscoprire il contributo in termine di economia sostenibile che esse possono tornare a dare, anche in termini di contributo alla cattura di CO2.

Un momento della presentazione

Il progetto L’idea è di riattivare una superficie di circa 80 mila ettari. La «filiera del legno» e la «gestione sostenibile delle foreste» sono, pertanto, alla base del Protocollo d’intesa della strategia intercomunale di valorizzazione delle risorse forestali umbre, come hanno ricordato i sindaci Cherubini e Ferricelli. Sono state poi illustrate le nove direttrici chiave del progetto, in coerenza con gli investimenti e le riforme programmate sviluppate all’interno di alcune missioni del Pnrr. «Questo progetto è una risposta adeguata al Pnrr, una nota che sta bene in quel pentagramma» ha commentato Morroni facendo subito i complimenti per lo sforzo progettuale fatto dai 31 comuni. «Un progetto – ha detto – che è un architrave della nostra regione per cogliere le opportunità di sviluppo e per cambiare passo grazie all’occasione storica del Pnrr che ci permette di guardare al futuro. Il ‘nanismo’ non ci consente di cogliere le opportunità date dai cambiamenti e allora la strada della collaborazione e della progettualità ci fa ragionare su una dimensione d’area e su una massa critica più ampia».

Sfida impegnativa Anche per Fioroni «Wood4Green» si presenta come un progetto «denso di pianificazione, con una visione economica di lungo periodo, che valorizza il tessuto boschivo e che ragiona anche sull’attivazione di filiere produttive e di competenze». L’assessore ha poi aggiunto di aver creduto fin dall’inizio in questa iniziativa. «Insieme all’assessore Morroni – ha ricordato – abbiamo costituito una task force regionale per seguirne l’evoluzione e oggi che il progetto si apre alle imprese, siamo convinti che anche il tessuto economico locale saprà come dare il suo contributo». Con un collegamento online è intervenuta anche Alessandra Stefani, alla guida della Direzione generale per la valorizzazione dei territori e delle foreste del Ministero, che ha seguito il percorso dall’inizio. «L’Umbria ha un patrimonio forestale diffuso – ha affermato – e questo progetto, per tanti aspetti innovativo, parte da un capitale bosco che è di tutti e che non può essere depauperato ma coltivato. La sfida è quindi impegnativa».

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