Il presidente Antonini e l'ormai ex dg Pallini

Si è conclusa intorno alle 14.30 di martedì la riunione iniziata intorno a mezzogiorno presso la sede umbra di Bankitalia del consiglio di amministrazione della Banca popolare di Spoleto, convocata dopo le dimissioni di alcuni dei membri del cda dell’istituto di credito. Un incontro definito da alcuni dei presenti «interlocutorio». Il cda della Bps tornerà ora a riunirsi venerdì prossimo, presso la sede centrale dell’istituto di credito, a Spoleto. «Siamo stati convocati per una riunione di consiglio qui in Bankitalia – ha spiegato ai giornalisti lo stesso Antonini prima dell’inizio della riunione – per un confronto sulla situazione che si è venuta a creare dopo le dimissioni di membri dal consiglio d’amministrazione espressione di Coop e Monte dei Paschi. Oggi informiamo Banca d’Italia della situazione e per vedere cosa fare in futuro».

I richiami di Bankitalia
La vicenda, sfociata nelle dimissioni di cinque componenti del cda della Popolare spoletina (Giorgio Raggi, di Coop Centro Italia, il 31 gennaio scorso) e il 4 febbraio dei rappresentanti di Montepaschi (Bandinelli, Antognoli, Sorge e Logi), era cominciata diversi mesi fa con un richiamo di Bankitalia alla dirigenza della Bps cui era seguita, il mese scorso, una nuova lettera che – stando a quanto si è appreso – sollecitava le dimissioni dello stesso presidente Antonini. Sabato scorso il cda della banca umbra aveva rinnovato il sostegno ad Antonini, decidendo nel contempo la sospensione temporanea del direttore generale, Alfredo Pallini.

Antonini: godiamo di ottima salute La Banca popolare di Spoleto «gode di ottima salute – ha detto il presidente Antonini prima della riunione -, e questo è il messaggio che voglio mandare a tutti: dobbiamo combattere se qualcuno pensa di accaparrarsi l’ultima realtà bancaria dell’Umbria». «Questa banca – ha voluto ribadire Antonini ai giornalisti – fortemente radicata sul territorio ed espressione di varie categorie sociali, produttive ed economiche, soprattutto delle piccole e medie aziende, che costituiscono la vera forza di Bps, deve rimanere autonoma per poter continuare a dare forza alle imprese che operano in Umbria. Guai se la nostra regione perdesse questa banca, dopo aver perso la Banca dell’Umbria e tutte le casse di risparmio: se perdesse anche la Bps, l’economia regionale accuserebbe un grave colpo, e non solo, essendo la Popolare spoletina espressione di tutta l’Umbria e di alcune province limitrofe».

Nuovo piano industriale «Abbiamo affidato a tre consulenti – ha concluso Antonini – il compito di preparare il nuovo piano industriale e di sviluppo di questa banca (una bozza del piano viene presentata stamani nella riunione del cda in Bankitalia, ndr) che io ritengo sia necessario perché essendo l’ultima banca che ha conservato la propria autonomia, ha bisogno di consolidare il proprio futuro puntando su una sempre maggiore professionalità e di andare sul mercato con sempre maggior forza e da protagonista».

La battaglia politica Ad aprire anche un capitolo politico sulla complessa vicenda, è inoltre arrivata una interpellanza parlamentare, che vede come primo firmatario il parlamentare Luciano Rossi. Nell’atto si fa «riferimento ad accertamenti ispettivi nei confronti della Bps, con conseguente valutazione sfavorevole delle strategie di politica aziendale adottate, e richiesta di dimissioni del presidente del consiglio di amministrazione, ma non del direttore generale», e si chiede di evitare «la revisione della governance aziendale» e della «ristrutturazione dell’impresa bancaria».

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