Simpatico striscione dei lavoratori Basell

Manifesteranno mercoledì davanti alla sede della Lyondell Basell a Ferrara i lavoratori del sito di Terni. Un sit-in di protesta di fronte alle portinerie deciso durante l’assemblea susseguente al rigetto da parte della multinazionale dell’offerta di acquisto degli stabilimenti di Terni di una cordata capeggiata dalla Novamont. E la protesta trova sostegni bipartisan.

Rifondazione Per il capogruppo di Rifondazione in Regione, Damiano Stufara, «in questo momento è urgente incalzare la Basell e mettere in campo tutte le pressioni possibili. Bisogna dire alla Basell in maniera forte e chiara che se la proposta della Newco è stata rifiutata perché giudicata ‘non compatibile’ con le proprie strategie industriali, la scelta della Basell di chiudere il sito ternano è non compatibile’ con le strategie economiche, occupazionali e sociali di Terni e della Regione Umbria». Stufara annuncia che sarà«insieme agli operai e alle organizzazioni sindacali» alla manifestazione che si svolgerà a Ferrara. «Per dire forte questo no alle scelte della Basell – osserva Stufara – ognuno deve fare la sua parte: il Governo, con il ministro Romani e la presidenza del Consiglio dei ministri, deve uscire dal suo silenzio che rassomiglia sempre di più ad un assenso. La Regione deve ripensare i propri rapporti con le multinazionali che operano in Umbria fondandoli anche su una nuova legislazione, a partire dalla nostra proposta di legge contro le delocalizzazioni».

Pdl E a Ferrara ci saranno anche i due esponenti del Pdl Alfredo De Sio e Raffaele Nevi «per rilanciare la sfida dello sviluppo del Polo chimico ternano e sconfiggere la rassegnazione» e per «chiedere con forza il raggiungimento di un accordo che porti alla vendita e non alla chiusura del sito ternano». «Siamo consapevoli delle difficoltà che vi sono nella trattativa tra Novamont e Basell per la cessione degli impianti, – osservano – del resto la genesi della volontà di arrivare alla chiusura dello stabilimento sfuggiva fin dall’inizio a logiche normali basate su investimenti e profitti, rendendo perciò il quadro incerto e difficile da accompagnare ad una soluzione positiva e rapida. Il ruolo delle istituzioni in questi mesi c’è stato – ricordano gli esponenti del Pdl – e ci auguriamo possa essere ancor più determinante nei prossimi giorni. Il Governo – commentano – sta seguendo con attenzione la vicenda con la consapevolezza che la soluzione di questa vertenza si inquadra in un più ampio scenario, dove il nostro territorio deve riprogrammare scelte strategiche per vincere la crisi, ma anche costruire nuove opportunità di sviluppo in campo industriale e non solo».