Cambia per la prima volta dopo tantissimi anni il vertice delle imprese umbre per fatturato. La ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni cede la vetta a E.On la società di distribuzione di energia, seguita da Pac 2000 A (Conad). Lo sancisce l’Annuario Economico dell’Umbria 2011-2012 stilato da ESG89 Group. Lo stesso annuario ribadisce il periodo nero che attraversa l’economia regionale.
Al Top Prima per fatturato risulta E.ON ITALIA POWER & FUEL SRL con 1.622.828.460 euro, seguita da PAC 2000 A COOP (Conad) a 1.495.558.433 euro e da THYSSENKRUPP ACCIAI SPECIALI TERNI SPA con 1.433.865.000 euro. Questo il nuovo podio della classifica delle società di capitali dell’Umbria. Per la prima volta dopo tantissimi anni, il colosso dell’acciaio scende di posizione e lascia la vetta.
Poi a seguire le altre top companies: da COOP CENTRO ITALIA (COOP) con 611.821.868 euro a EUROSPIN TIRRENICA SPA (416.120.837 euro) che sale ancora nelle posizioni a conferma che la grande distribuzione sta diventando sempre più organica nell’economia regionale. Poi COLACEM SPA con 356.376.000 euro seguita dalla IGES SRL con 297.047.164 euro e da FARMACENTRO SERVIZI E LOGISTICA (COOP) che raggiunge l’ottava posizione con 278.254.451 euro. In nona posizione GMF GRANDI MAGAZZINI FIORONI SPA (CONS.) con 241.315.000 euro seguita dalla COLABETON SPA con 230.022.000 euro.
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Nella gerarchia per Utile netto, spicca PAC 2000 A (COOP) con oltre 32mln seguita da SOCIETA’ DELLE FUCINE SRL con 28.764.785 euro e da TITANIA YACHTING SRL con 27,5mln di euro. Poi LUISA SPAGNOLI SPA, EUROSPIN TIRRENICA SPA e FINANCO SPA (Gruppo Colacem).
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E’ il comparto EDILIZIA-Costruzioni quello più numeroso fra le top 1000 dell’Umbria con il 13%, seguito dal Meccanico-Metallurgico con il 12,3% e dal Commercio-Beni di Consumo al dettaglio con l’8,3%.
«Quello che si evince scorrendo i dati delle top società di capitali regionali – sottolinea Giovanni Giorgetti, direttore del Centro studi economico e finanziario Esg89 – è il rallentamento vistosissimo dell’economia tradizionale. Il manifatturiero ha segnato il passo con delle punte di contrazione del fatturato e soprattutto di redditività impressionanti. La crisi si sta facendo sentire. Anche il comparto bancario, da sempre in buona salute in Umbria, ha ridimensionato i margini. E non poteva essere altrimenti. Una nota negativa anche per il comparto Turistico-Alberghiero locale: su 54 società di capitali presenti nel ranking regionale, ben 34 chiudono in perdita».
«Ci sono però – secondo Giorgetti – delle eccezioni. Bene la Grande distribuzione organizzata con i grandi gruppi umbri che mantengono fatturati e risultati d’esercizio interessanti. Bene anche il comparto della ‘Distribuzione’ legato prevalentemente alla green economy e alle nuove energie rinnovabili. Alcune compagini della Meccanica e dell’Edilizia tradizionale resistono. Inoltre ancora incoraggiante iI Settore Tessile-Abbigliamento di qualità, con Brunello Cucinelli e Luisa Spagnoli su tutti».
Fra i comparti prevalenti l’Edilizia–Costruzioni contrae la redditività di oltre il 43% e il fatturato del 6%; mentre la Meccanica, influenzata prevalentemente dal risultato della Tk, ha un trend molto negativo sia del fatturato che della redditività. Un raffronto interessante che può dare l’idea dell’andamento economico umbro rispetto alle altre regioni di confine. In Umbria il Fatturato delle Top 1000 scende del 15%, nelle Marche del 17% e in Toscana del 5%. Mentre per la redditività, in regione si contrae del 42%, in Toscana del 66% e nelle Marche dell’88%.

