A rischio mobilità circa cinquanta operai dell’Ilserv. Sono 47 gli esuberi stimati all’interno della più grande azienda dell’indotto di Ast. La notizia trapela a margine di un incontro che si è tenuto giovedì pomeriggio tra i vertici della stessa Ilserv, le rsu e le organizzazioni sindacali. Nuove ansie nonostante le rassicurazioni dei giorni scorsi da parte del governo.
Ilserv L’azienda Ilserv ha inviato ai sindacati la procedura di mobilità per 47 dipendenti, una tutela verso chi rischia di essere tagliato fuori alla luce di una ridefinizione del sistema appalti ancora in corso, così come la riorganizzazione turnistica e dei servizi all’interno dell’acciaieria ternana. Tanto per essere chiari, alcune ditte esterne potrebbero non più avere a che fare col colosso dell’acciaio, diverse mansioni potrebbero ben presto non essere più affidate a loro e quindi Ilserv-Harsco si ritroverebbe con parte del personale in esubero. Non è escluso che per una percentuale più o meno bassa dei 47 lavoratori totali si trovi il ‘compromesso economico’ incentivante l’uscita volontaria, ma gli altri? Per tutti gli altri, appunto, all’orizzonte c’è la mobilità.
Ast In alternativa, l’Acciai speciali Terni, potrebbe assorbire direttamente i lavoratori Ilserv? Forse sì, nell’ottica di una riorganizzazione interna. Le parti si incontreranno nei prossimi giorni per definire il quadro, ma intanto la notizia dei potenziali esuberi riporta nuovi spettri ad aleggiare sullo stabilimento siderurgico di viale Brin. Eppure, non più di due giorni fa, i dati sembravano positivi: da Montecitorio mercoledì pomeriggio, a rassicurare le Conca ci ha pensato il ministro Guidi. Ma forse, in quell’accordo del 3 dicembre e nel rispetto dei suoi termini, non è racchiuso tutto il futuro di Ast.
