©Fabrizio Troccoli

di Marta Rosati

È perlopiù positivo il clima in viale Brin alla vigilia della presentazione del piano industriale Ast da parte del cavaliere Giovanni Arvedi e dell’amministratore delegato Mario Caldonazzo. Raggiungere un accordo in poco più di un paio di incontri concentrati in poche ore, tra parti che devono ancora di fatto conoscersi, non era così scontato; e, di base, l’intesa raggiunta sembra restituire il mix perfetto tra le esigenze aziendali e la vittoria di una storica battaglia sindacale a tutela dei lavoratori somministrati.

Il primo accordo tra sindacati e Arvedi-Ast A una lettura meno superficiale del caso però, non può non emergere come la trattativa, per non dire la disponibilità aziendale, sia stata in questa fase ‘limitata’: laddove infatti impiegati e Quadri aziendali, ovvero il personale tecnico della produzione con livello superiore al B1 (ex 5s), vede nella reperibilità pagata per le giornate del sabato e della domenica l’opportunità di un’entrata economica, gli operai, e più in generale tutto il personale dipendente dell’azienda, è rimasto a bocca asciutta sulla possibilità di accesso al bonus benzina. Alla richiesta delle Rsu dei giorni scorsi infatti, la direzione aziendale ha risposto picche. Non essendo un istituto dovuto, Arvedi non intende elargire il sostegno all’acquisto di carburante e per questo un bel po’ di delusione diffusa si percepisce. A Cremona, tanto per fare il paragone col sito siderurgico della città d’origine del cavaliere, il tema non avrebbe ancora trovato spazio di discussione.

Acciai speciali Terni Stando alle indiscrezioni delle settimane passate inoltre, questo primo accordo preliminare al piano industriale di Ast, avrebbe dovuto ricomprendere anche questioni come le festività lavorate e gli straordinari. Rispetto al primo punto però, da quanto risulta, la nuova proprietà avrebbe trovato un calendario produttivo già piuttosto saturo, ereditato dalla passata gestione quindi la discussione in questo senso non sarebbe neppure decollata (a Cremona per ogni giorno festivo c’è un riconoscimento economico a prescindere che il singolo lavoratore presti servizio oppure no). L’altro aspetto, invece, pare sia quello che ha ritardato la sottoscrizione dell’intesa, rimandata martedì di 24 ore. A un’analisi più approfondita della proposta aziendale cioè, questa sarebbe risultata per le parti sociali meno vantaggiosa rispetto allo stato di cose attuale.

Arvedi-Ast I punti forti dell’intesa dunque sono da un lato il riconoscimento economico della reperibilità, dall’altro l’assunzione di ben 118 interinali entro l’anno. Il primo è verosimilmente dettato dalla necessità di uno ‘scudo protettivo’ in caso di straordinarie necessità che potrebbero verificarsi al momento dello stress test impianti, sotto sforzo da incremento produttivo; il secondo poco più che la normalità. Ovvero, seppure Arvedi non era tenuto per forza di cose ad assumere i somministrati, ma se moltissimi di questi sono lì anche da sei anni e tutti insieme contribuiscono al raggiungimento dei cosiddetti organici tecnologici, allora forse, come del resto sottolineato più volte dai rappresentanti dei lavoratori, l’anomalia era quella vissuta sin qui.

Covid Ad ogni modo pare che la questione dei numeri del personale sia destinata a tenere banco per le prossime settimane se non per i prossimi mesi. Il 2 maggio, come emerso proprio dal confronto recente, è la data indicata come quella di avvio dei 21 turni su tutte le linee dell’area a caldo e a quanto risulta la diffusione del contagio Covid, ancora pesa. È probabilmente per questo che in area a freddo si sarebbero creati malumori per la richiesta di rinunciare a delle ferie programmate. L’ultimo bollettino, quello di mercoledì, riportava 3 nuovi positivi e 4 negativizzati. Totale 69 positivi e 2 quarantene/isolamenti fiduciari. Appuntamento a venerdì con la cartina tornasole: la presentazione del piano industriale.

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