di Daniele Bovi

Il 2014 del mercato del lavoro umbro sembra iniziare col piede sbagliato. Secondo le previsioni delle imprese per il primo trimestre raccolte ed elaborate dal Sistema Excelsior di Unioncamere, il saldo dei primi tre mesi dell’anno tra entrate e uscite sarà negativo. Oltre 400, per la precisione 450, i posti di lavoro in meno concentrati nella quasi totalità in provincia di Perugia (-440), tanto da far dire al presidente della Camera di commercio Giorgio Mencaroni che «la domanda di lavoro appare in regresso rispetto al primo trimestre 2013». Complessivamente in Umbria i nuovi contratti previsti saranno 2.440 mentre le uscite 2.990, delle quali 2.150 in provincia di Perugia dove gli ingressi saranno 1.720. Per la provincia si tratta di un arretramento del 40% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

GRAFICO: LE PROFESSIONI PIÙ RICHIESTE 

I numeri Qui il segno meno riguarda sia le assunzioni di lavoratori dipendenti (-40%) sia i contratti atipici (-42%). Le prime saranno il 67% del totale: in termini assoluti 1.150, delle quali 660 a tempo e 450 stabili. Tenendo conto delle 1.980 uscite, una perdita di 830 posizioni lavorative. Quasi 200 unità in più è invece il saldo previsto per i contratti in somministrazione (interinali), +140 quello delle collaborazioni a progetto, e +70 quello degli altri contratti di lavoro indipendente (collaborazioni occasionali e incarichi a professionisti con partita Iva). Notizie non positive anche per gli under 30, la cui quota di assunzioni si attesta al 28% del totale, con un calo di cinque punti rispetto ad un anno fa.

GRAFICO: LE ASSUNZIONI PER SETTORE 

I settori Oltre il 60% delle assunzioni si concentrerà nei servizi e specialmente nel commercio, nei servizi alle persone e nel turismo-ristorazione. Per quanto riguarda l’industria invece, che assorbirà il 37% (+7% rispetto ad un anno fa), i settori più ‘caldi’ sono quello metalmeccanico, l’elettrotecnico e il tessile. Duecento saranno i profili di alto livello richiesti (dirigenti, specialisti e tecnici), 330 gli operai e 290 le persone da impiegare nel commercio e nei servizi. Meno chance invece per impiegati e profili generici, mentre le professioni più richieste sono cuoco, camerieri e simili (120 in tutto), metalmeccanici ed elettromeccanici. «Il 2014 – commenta Mencaroni – si apre con un nuovo arretramento tendenziale dell’occupazione. È la prova che servirà ben più di qualche flebile accenno di ripresa per ricreare nuova ricchezza e nuova occupazione. Non siamo ancora fuori dal tunnel».

Twitter @DanieleBovi

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