di M. R.
Nessuna certezza né documenti, sul tavolo della terza commissione non c’è il piano industriale, né il quadro debiti/crediti tra Asm e Comune chiesto a gran voce da Fracesco Ferranti di Forza Italia e Marco Cecconi di Fratelli d’Italia.
Sbottano i sindacati I sindacati non la prendono bene: «Questa discussione non è altro che la copia di quella andata in scena in sede di conferenza dei capigruppo, domani 20 lavoratori di Umbria energy saranno a chiederci l’esito di questo incontro e noi non sapremo cosa dire, al prossimo ci presentiamo in 320». Irritati perché costretti a ripetere quanto già esposto nelle settimane passate, sindacati e Rsu Asm minacciano l’occupazione del consiglio e puntano il dito contro il sindaco, il presidente e l’assessore al bilancio: «Avevamo richiesto un incontro con Di Girolamo, Mascio e Piacenti, sono loro che devono delle risposte a quei dipendenti con una loro dignità e a noi che verso di loro abbiamo delle responsabilità». Il presidente della commissione Sandro Piermatti: «Abbiamo convocato questa audizione come richiesto formalmente a questo organismo dall’Usb».
Asm Terni Le questioni sono effettivamente sempre le stesse, quelle introdotte dalla segretario generale di Filctem Cgil Marianna Formica: la paventata privatizzazione, la mancata chiarezza sui rapporti economici tra Asm e Comune e lo spettro della vendita di Umbria energy. Giorgio Roncetti della Uil ha spiegato: «La posizione sindacale è unitaria, l’azienda è già sul mercato, non sia letta come anacronistica la posizione contro la privatizzazione. Tra averla in casa o no un’azienda gioiello come quella fa differenza. Perché metterla sul mercato? Quali condizioni sussistono perché questo avvenga? Il Comune ha responsabilità sulle scelte future, per noi Asm ha bagaglio umano, d’esperienza e tecnologico per operare sul territorio ed espandersi». Lucio Sciarrini della Cisl ha aggiunto: «Asm vanta 350 dipendenti piùl’ indotto, parliamo della seconda spa del ternano dopo Ast»
Minaccia occupazione Luciano Novelli delle Rsu Asm: «La richiesta d’incontro era rivolta a sindaco Di Girolamo, assessore Vittorio Piacenti e presidente Giuseppe Mascio, questo tavolo andrebbe allargato a giunta e vertici Asm. A Natale Di Girolamo è venuto a farci gli auguri e poi nel Dup leggiamo la volontà di vendere un ramo d’azienda, Umbria energy; inaccettabile – tuona – vista l’esperienza diretta che abbiamo delle privatizzazioni Sii e Atc. Asm non è un bancomat, continuamente anticipiamo quanto devono darci gli enti. Il Comune sta svuotando l’azienda, prima sottraendole la gestione delle fontane poi l’illuminazione pubblica e ora Umbria energy».
Caso società in house Sul tema è intervenuto anche Franco Todini, la sua proposta: «Fossi stato sindaco avreai provveduto a un cambio di statuto per Asm perché diventasse società in house e ottenesse affidamento diretto di alcuni servizi piuttosto che passare per gare pubbliche». Il consigliere Cinque stelle De Luca a questo proposito: «Se Asm non ha controllo analogo come fa a stare dentro la Sii, voglio la certificazione del dirigente». E a Narciso, il grillino: «Come si può mantenere la business unit pur prevedendo alienazioni di quote?». Il dem ha ribadito le convinzioni espresse nell’atto. I lavori di interlocuzione, dunque, riprenderanno quando a disposizione dei consiglieri ci saranno i documenti richiesti, Piermatti si augura la prossima settimana.
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