L'assessore regionale alle Opere pubbliche Stefano Vinti

Nel 2010 la Regione Umbria ha appaltato 869 lavori per un valore di 266 milioni di euro. Ad aggiudicarseli, nel 68% dei casi, le imprese umbre. E’ quanto si legge nel Rapporto annuale sugli appalti dei lavori redatto dall’Osservatorio dei contratti pubblici della Regione e approvato dalla giunta su proposta dell’assessore alle Opere pubbliche Stefano Vinti. Rispetto al 2009, il numero degli appalti è diminuito del 4,3% con un calo degli importi pari a 24 milioni di euro. Un calo, secondo Vinti, che dipende «dalle stazioni appaltanti nazionali». Gli investimenti di quelle locali infatti, secondo quanto riferito dall’assessore, «si sono mantenuti sullo stesso livello dell’anno precedente».

Vinti: calano gli investimenti nazionali «Resta invariato – spiega Vinti – l’investimento complessivo dei Comuni, delle Province e della Regione per opere pubbliche, mentre calano gli investimenti nazionali sull’Umbria. In questo quadro risultano essere positivi gli investimenti a salvaguardia, potenziamento e manutenzione delle reti idriche e per la produzione di energia da fonti rinnovabili». A preoccupare è invece l’assegnazione di appalti col criterio del massimo ribasso: «Ciò – prosegue Vinti – induce ad aggiudicare lavori a ribassi sempre più elevati che rischiano di mettere in discussione la qualità delle opere realizzate, e che comprimono sicuramente le risorse destinate alla sicurezza del lavoro».

I settori in cui si investe di più I maggiori investimenti, 57 appalti per 91 milioni di euro, sono stati per acquedotti, fognature, gasdotti, pubblica illuminazione, impianti produzione energia elettrica, impianti di smaltimento e recupero rifiuti, depuratori e discariche. Oltre 60 lavori per 28 milioni di valore sono stati invece investiti in «opere stradali, aeroportuali, percorsi meccanizzati, parcheggi e verde pubblico». Sono stati invece 33 gli appalti, per 17 milioni di euro, relativi ad interventi infrastrutturali per edilizia scolastica, universitaria, musei e biblioteche.

La procedura negoziata La modalità di scelta più utilizzata per il numero di appalti aggiudicati risulta per la prima volta la «procedura negoziata» senza previa pubblicazione del bando, con 107 appalti (45,92%) per un importo base asta di 28 milioni di euro (17,97%) mentre la «procedura aperta» è quella che registra il maggior importo con 118 milioni (76,53%). Il numero di gare per le quali è stata adottata questa procedura è di 94 (40,34%).

Ribassi anche del 58% È da registrare inoltre un aumento del valore dei ribassi che arrivano a punte del 58,126 %  ed un innalzamento delle medie complessive. Il criterio per la scelta del contraente più utilizzato è sempre quello del prezzo più basso che risulta essere stato scelto per 209 gare (89,7%) per un importo di 79.220.402,99 euro (51,21%) rispetto al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa scelto in 24 casi (10,30%) casi per un importo di 75.483.886,80 euro (48,79%).

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