«Lavoratori assunti con le nuove e penalizzanti regole del mercato del lavoro e conseguenti pesanti perdite salariali contrariamente a quanto affermato dai vertici Superconti sul mantenimento dei livelli occupazionali ai tempi della concentrazione». Questa la denuncia dell’Unione sindacale di base che, preoccupata fortemente per la chiusura del comparto abbigliamento, traccia il parallelismo con la realtà viterbese della catena di grandi magazzini e chiede un incontro con la direzione aziendale.
Operazione di concentrazione Coop-Superconti Risale all’autunno del 2014 l’acquisizione da parte di Coop Centro Italia delle imprese Superconti, un’operazione di fusione di due colossi che, come ricordano dall’Usb, superato a metà dello scorso anno il vaglio dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, si avviava a ridisegnare la geografia della grande distribuzione in Umbria e nell’alto Lazio, riaffermando al contempo, come già fatto al momento dell’annuncio della transazione, che sarebbero stati mantenuti i livelli occupazionali, «nonché i relativi contratti di lavoro».
Conti abbigliamento al tramonto Intanto invece un’altra scossa di terremoto investe i negozi di distribuzione al dettaglio di articoli di abbigliamento Conti, «in principio – scrivono dall’Usb – erano stati additati come una delle possibili ragioni di interesse da parte di Coop, non presente in tale settore invece arriva la notizia della volontà di vendere quei negozi, ad iniziare da quello di Borgo Rivo ceduto a fine marzo. Nel frattempo – proseguono dal sindacato – com’era prevedibile, cominciano ad intrecciarsi i destini dei dipendenti dei ben 15 punti vendita della provincia di Terni e dei 4 di quella di Viterbo con pesanti ricadute occupazionali ed aggravamento dei carichi di lavoro».
Superconti a Terni e Viterbo «Nel punto vendita di Nepi – riferisce Luca Paolocci della Federazione Usb di Viterbo – non sono stati rinnovati i contratti a 5 dipendenti a tempo determinato, si supplisce con trasferimenti temporanei da altri punti vendita del ternano e contemporaneamente si impone la fruizione di periodi di ferie ad altri dipendenti, con il risultato di appesantire ulteriormente i carichi di lavoro con l’aggravio del pendolarismo». Di queste ed altre numerose situazioni di criticità estrema, alle lavoratrici ed ai lavoratori nessuna informazione né alcun aiuto sono arrivati da Cgil, Cisl e Uil, pronte a firmare gli accordi senza discutere né sottoporli preventivamente ai lavoratori e, come sempre, appiattite sulle posizioni dell’azienda, la quale puntualmente smentisce con i fatti le proprie dichiarazioni».
Usb accusa Cgil, Cisl e Uil e chiede incontro a direzione aziendale «Usb – annunciano Colagrande e Paolucci – sta mettendo in comunicazione i territori di Viterbo e Terni, attraverso assemblee dei lavoratori e altre iniziative pubbliche, così che possano essere condivise e portate in trasparenza le situazioni di criticità. Chiediamo pubblicamente – concludono – un incontro con la direzione Superconti, per porre all’azienda le molte domande alle quali i lavoratori non hanno avuto finora risposte».
