La conferenza stampa di Fiavet e consumatori

di Iv. Por.

In Umbria l’abusivismo nei viaggi muove un volume di affari pari a 6,6 milioni di euro per un mancato gettito fiscale Ivapari a circa 1,3 milioni di euro e 70 potenziali occupati. I dati sono di Isnart, Istituto nazionale ricerche  turistiche, e sono stati divulgati da Fiavet Umbria, il sindacato di Confcommercio che rappresenta le agenzie di viaggio.

10% di abusivi A livello nazionale, su un volume totale dei consumi turistici diretti (viaggio e alloggio) pari nel 2010 a circa 10 miliardi di euro, si calcola che almeno un 10% di questo mercato sia coinvolto dal fenomeno dell’abusivismo, con un giro d’affari di circa 1 miliardo di euro, che genererebbe un gettito fiscale I.V.A. di circa 200 milioni di euro e oltre 10.200 occupati che o restano sommersi o non vengono comunque imputati al settore.

Chi sono gli abusivi? Chi si sostituisce alle agenzie di viaggio e vende viaggi al loro posto. Non solo privati, ma anche istituzioni pubbliche. Basti pensare alle gite scolastiche, che molto spesso sono organizzate dagli istituti o da singoli professori senza appoggiarsi ad una agenzia di viaggio regolare. «E’ una bomba ad orologeria che può scoppiare in qualunque momento – secondo il presidente Fiavet Fortunato Giovannoni –  perché un viaggio abusivo lascia i consumatori privi di qualunque tutela, privi della copertura assicurativa prescritta dalla legge, e nelle gite scolastiche siamo di fronte a ragazzi. I genitori degli studenti sono consapevoli di questo, ne sono informati? Per non parlare delle gite organizzate da parrocchie, associazioni, circoli, Cral aziendali, ma anche da autisti che noleggiano in proprio gli autobus e così via».

Consumatori A denunciare il fenomeno, insieme a Fiavet, 8  associazioni dei consumatori: ACU, Adiconsum, Adoc, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Movimento Consumatori, Movimento difesa del cittadino, Unione Nazionale Consumatori. Tutti insieme, in una conferenza stampa, hanno rimarcato l’attenzione su un mercato parallelo che mina alla base la stabilità delle aziende, mette in serio pericolo i consumatori e determina un buco sostanziale nelle casse dell’erario. «Noi non vogliamo fare i controllori – ha detto Giovannoni   –  non è nostro compito e non ci compete. Eppure negli anni, dato che agiscono tranquillamente alla luce del sole, abbiamo presentato ai Comuni, gli organi preposti ai controlli, e in alcuni casi reiterati anche alla procura della Repubblica e alla guardia di finanza, denunce su denunce di soggetti che organizzano viaggi abusivamente, sprovvisti della relativa autorizzazione o contravvenendo altre regole».

Segnalazioni inascoltate Negli ultimi anni Fiavet ha presentato 39 segnalazioni di situazioni da controllare a 12 Comuni umbri. In alcuni casi la stessa ipotesi di irregolarità è stata segnalata anche fino a 6 volte. In 26 casi non c’è stata nessuna risposta. «Sul problema – dice Giovannoni – abbiamo avuto incontri ripetuti anche con sindaci ed assessori. La conclusione? Che gli abusivi sono ancora lì, perché i controlli non vengono fatti  o perché, le rare volte in cui sono effettuati, la sanzione pecuniaria è irrisoria rispetto a quanto lucrano con la loro attività “fuorilegge”».

Nemmeno rispondono Fiavet evidenzia come a seguito di una richiesta  specifica sugli esiti dell’attività di vigilanza inviata dalla Regione ai 92 Comuni umbri, hanno risposto solo in 52, pari al 56,52%. Di questi, 9 Comuni hanno esplicitamente dichiarato di non aver  fatto controlli, 16 di aver effettuato controlli senza specificare il tipo, ma con esito regolare, e infine 27 hanno specificato sia il tipo di controllo effettuato che l’esito.

Tutti abusivi «Una situazione non più tollerabile – afferma Giovannoni – né per i consumatori, totalmente privi di tutele quando viaggiano con un abusivo, e che rappresentano in vero patrimonio delle agenzie di viaggio,  né per le imprese che operano nella legalità, né per la qualità del turismo umbro. O i controlli cominciano ad essere fatti efficacemente, le denunce ad avere un riscontro, le sanzioni ad essere comminate, oppure la Fiavet sarà costretta ad invitare provocatoriamente tutti i propri soci a diventare abusivi, tanto in Umbria pare che convenga fare così».

Controlli alle Province Fiavet propone una soluzione per superare il diffuso «lassismo dei Comuni» nello svolgere la funzione di vigilanza e controllo: «La competenza a svolgere i controlli va trasferita  alle Province – spiega il presidente –  nello specifico alla Polizia provinciale. La scelta in questa direzione fatta in altre  regioni ci dà ragione ed è stata fortemente positiva. Chiediamo dunque alla Regione Umbria una modifica della normativa sui controlli. Su questo aspetto un primo passaggio politico era già stato fatto, al momento del suo insediamento,  con l’assessore regionale ad Commercio e Turismo Fabrizio Bracco, che sollecitiamo ora a riprendere in mano con decisione e rapidamente la questione, sulla quale chiediamo anche che sia aperto un tavolo di confronto che coinvolga Regione, Anci e Province. Così come chiediamo che ci sia una valorizzazione attraverso campagne informative e materiale di comunicazione ad hoc delle agenzie di viaggio legali, come ha fatto l’Apt di Firenze, o  la Regione Emilia Romagna».

Protocollo La collaborazione tra Fiavet e Associazioni dei consumatori porterà alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa che – in aggiunta alla campagna informativa “Parti Tranquillo”, con opuscoli gratuiti che informano su diritti ed obblighi connessi all’acquisto di un pacchetto turistico – sfocerà in ulteriori iniziative. Ad esempio le agenzie indirizzeranno alle associazioni  i consumatori che abbiano avuto problemi e le parti attiveranno anche un tavolo di conciliazione.