L'aeroporto di Perugia (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Un nuovo socio forte per Sase, la società che gestisce l’aeroporto «San Francesco» di Perugia. Il nome c’è già ed è quello della famiglia Panerai, proprietaria dell’azienda che produce orologi e protagonista anche del settore moda con il marchio Marina Militare. Sul piatto i Panerai, che hanno aperto un punto vendita con i loro capi di abbigliamento negli spazi dell’aeroporto, hanno messo un milione di euro che vale circa un terzo del capitale della società. Una richiesta ufficiale, come ha spiegato venerdì mattina il presidente di Sase Mario Fagotti di fronte alla commissione Bilancio di palazzo dei Priori, ma condizionata al rilascio da parte di Enac della concessione ventennale che Sase sa aspettando da molto tempo. Vista la fibrillazione suscitata dalla notizia, Fagotti torna nel pomeriggio ad intervenire sul punto spiegando che «è chiaro – dice a Umbria24 – che tutto dovrà essere approvato dall’assemblea dei soci e che, ovviamente, dovranno essere seguite le normali prassi connesse ad una gara di evidenza pubblica. Di certo però mi faccia dire che l’interssamento è emblematico dell’attenzione che c’è intorno al nostro scalo».

La battaglia principale A proposito della concessione il presidente sottolinea che è questa «la battaglia principale che Sase sta portando avanti. La sua assenza sta determinando la perdita di importanti risorse per la società. Su questo aspetto – ha detto – ci vorrà del tempo, ma sono fiducioso che verranno rispettati gli impegni presi in passato dai governi nazionali, anche se registro che degli stessi non vi è traccia». C’è poi in ballo l’inserimento dello scalo tra quelli di interesse nazionale. Dopo la bocciatura fatta dall’ex ministro Passera con il suo piano di riordino del settore, il nuovo responsabile del dicastero Maurizio Lupi giovedì ha riaperto la partita assicurando che entro il 6 di agosto verrà elaborata una nuova proposta da approvare poi a settembre. La speranza ovviamente, non solo della Sase e della Regione ma di tutto il mondo economico umbro, è che Perugia venga ricompresa tra gli scali di rilevanza nazionale.

I NUMERI DEL BILANCIO 2012 

Nuove rotte L’assenza della concessione blocca anche la possibilità di stipulare nuovi contratti con compagnie diverse da quelle che attualmente operano sullo scalo perugino. Nuove rotte fondamentali per lo sviluppo dell’aeroporto e del turismo regionale. Riguardo alle nuove linee il presidente ha tra l’altro sottolineato l’importanza dell’elezione di Papa Francesco per intercettare il turismo religioso. Allo scopo Sase sta lavorando con Iberia (o alternativamente con Ryanair) per aprire la rotta Perugia-Madrid in grado di portare in Umbria, secondo gli auspici, fette di passeggeri provenienti dal Sud America. Una trattativa era stata avviata con Lufthansa anche per Monaco di Baviera, ipotesi tramontata a causa della crisi della compagnia aerea. La Germania rimane comunque nel mirino dell’aeroporto visto che si sta lavorando per volare verso Dusseldorf o Colonia sugli aerei di Ryanair (che festeggia in questi giorni i 620 mila passeggeri al «San Francesco» offrendo voli a partire da 23 euro fino a lunedì). Per quanto riguarda le tratte interne invece si va verso l’attivazione di Brindisi mentre è allo studio il collegamento con Lamezia Terme.

Numeri positivi Numeri positivi arrivano poi dal traffico dei passeggeri. Sase stima di chiudere giugno a quota 23 mila (tremila in più rispetto al 2012) e dovrebbe far segnare nel primo semestre, in attesa dei prossimi tre mesi «caldi» sul fronte traffico, 90 mila passeggeri, circa il 15% in più in confronto al 2012. La rotta con il numero medio più alto di utenti è Londra (173), seguita da Trapani (158). Esclusa l’ipotesi di attivare contatti con la Russia («non voglio ripetere l’errore di Riccione»), Fagotti rivendica anche la bontà del volo verso Tirana: «Ci sono – ha spiegato – 70-80 passeggeri a volo, ed oltre agli autoctoni ci sono molti imprenditori che stanno investendo sulle coste». C’è poi da far decollare le strutture commerciali. Lunedì scorso hanno aperto i primi negozi, da Panerai attraverso Marina Militare ad un’ottica, da uno che vende bigiotteria e borse ad uno che vende vino ed altri prodotti fino alle pashmine. Uno spazio per un ristorante poi è cablato ma serve qualcuno che lo prenda in gestione. Fagotti sul punto ribadisce che Sase ha fatto la sua parte ma che ora tocca ai commercianti, con i quali si è riunito proprio venerdì, fare la loro: «Ora – ha detto – fate il vostro mestiere cercando di attirare clienti».

Parcheggi e bus Quanto alle altre iniziative collegate allo scalo, Fagotti ha dato notizia dell’attivazione del parcheggio a pagamento «con tariffe economiche, le più basse in Italia ovvero sette euro al giorno per i primi tre giorni e cinque dal terzo in poi». Ciò, ha aggiunto, consentirà di ricavare tra i 10 e i 15 mila euro al mese. Altra partita aperta è quella con Umbria Mobilità per garantire adeguati collegamenti da e per l’aeroporto, attualmente molto limitati e capaci di intercettare solo i passeggeri provenienti da un paio di destinazioni. L’obiettivo è di far passare per il San Francesco gli autobus che oggi attraversano la zona, ma senza sostare all’aeroporto.

Twitter @DanieleBovi

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